A partire da venerdì 1 maggio, festa di San Pellegrino Laziosi, a Forlì sono attesi fedeli da tutto il mondo: merito del Giubileo con indulgenza plenaria indetto in occasione del terzo centenario di canonizzazione dell’unico forlivese salito finora alla gloria degli altari. «Posso comunicare – dichiara padre Franco Azzalli, postulatore delle cause di canonizzazione dei Servi di Maria – che per il Giubileo Pellegriniano si sono già fatti vivi dall’Indonesia, per non parlare delle Filippine, dove Pellegrino riscuote una devozione eccezionale». Quest’ultimo dato trova riscontro immediato nel fatto che sono filippini gli stessi Arnel Cauba e Rey Regunda, i due frati serviti che presidiano attualmente la basilica forlivese di piazza Morgagni. «Se volessi fare sintesi di questo grande santo – continua padre Azzalli – direi senza giri di parole che è un uomo perdonato». Più o meno lo stesso concetto espresso dal vescovo di Forlì-Bertinoro, Livio Corazza. Le cronache narrano che il giovane Laziosi, intorno al 1283 abbia aggredito fisicamente San Filippo Benizi, priore generale dei Servi di Maria in visita a Forlì, che non reagì e seppe perdonare. «La forza di Pellegrino – dichiara monsignor Corazza – sta nell’aver saputo chiedere e attendere il perdono, sull’esempio dello stesso San Benizi». In questi tempi in cui, a fronte di un’offesa subita l’istinto genera guerre, anziché il perdono, «Pellegrino è un preciso esempio di pace e dunque un santo di grande attualità». La tradizione vuole anche che il giovane Laziosi, convertitosi e divenuto frate, sia guarito miracolosamente da una cancrena al ginocchio, causata probabilmente dall’incredibile dedizione alla penitenza: pare, infatti, che non si sia seduto per vent’anni di fila. Il cerusico gli aveva prescritto l’amputazione. La notte antecedente l’intervento all’ex ghibellino impenitente si manifestò il Cristo crocifisso. Sogno o realtà non si sa: l’indomani era sparito tutto. Pellegrino divenne subito punto di riferimento globale dei malati oncologici. Al santo guaritore ha fatto cenno anche il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini: «Io stesso ho avuto e ho un problema oncologico e tanti forlivesi mi hanno messo nelle mani il santino di San Pellegrino». In attesa del programma completo del Giubileo Pellegriniano, che si concluderà il 4 maggio 2027, con la previsione di incontri culturali, iniziative nelle scuole e persino un film di medio metraggio, è già in calendario per martedì 28 aprile, alle 17.30, una processione all’esterno della basilica di piazza Morgagni: per l’occasione una statua del santo sarà portata in devozione lungo un percorso ancora da definire, in pieno centro storico.
Forlì, celebrazioni per san Pellegrino Laziosi