Ha radici millenarie la festa di Sant’Antonio Abate, in programma fra sabato e domenica in tutto il mondo cristiano. L’eremita egiziano protettore degli animali domestici, verrà celebrato in quasi tutte le parrocchie della diocesi, con epicentro localizzato nella chiesa di Ravaldino, in corso Diaz 105, che resterà aperta dalle 7.45 alle 17. Il programma prevede liturgie eucaristiche alle 8, 10.30 e 15. Al termine di ogni messa avverrà la distribuzione del pane benedetto, accompagnato da letture sulla vita del santo. Alle 16.30, direttamente sul sagrato si terrà la tradizionale benedizione degli animali. Domenica l’eremita egiziano sarà festeggiato anche a Pieveacquedotto, alle 9.30, con la messa e la benedizione del pane, seguite dalla benedizione degli animali sul sagrato della chiesa romanica, retta dal parroco don Andrea Carubia. La devozione a Sant’Antonio Abate, patrono delle campagne, ha lasciato segni indelebili nella tradizione forlivese. Il santino con la sua effige era affisso sulle porte di accesso alle stalle, che erano benedette proprio in occasione della festività. Antonio, che in dialetto era chiamato “Sânt Antöni de pörc”, è sempre stato raffigurato insieme ad un maialino: il suino starebbe a rappresentare il demonio tentatore vinto dalla fede del santo. Antonio nacque in Egitto intorno al II secolo dopo Cristo da agricoltori cristiani. Rimasto orfano giovanissimo con un ingente patrimonio, abbandona tutto per seguire la vocazione religiosa e diventa eremita. Detto anche sant'Antonio il Grande, è considerato fondatore del monachesimo cristiano e primo degli abati. Morì a 106 anni il 17 gennaio del 356. Oltre ad essere patrono di numerose città e villaggi, Sant’Antonio Abate protegge i macellai, i salumieri, i canestrai e va invocato contro ogni tipo di contagio, soprattutto dall’herpes zoster, conosciuto proprio come “fuoco di Sant’Antonio”.
Forlì, celebrazione per Sant’Antonio e benedizione degli animali