Forlì. Cartoline fatte ad arte e spedite alla vecchia maniera per sensibilizzare i cittadini

In un tempo in cui le notifiche lampeggiano sugli schermi dei cellulari e le mail si perdono tra spam e pubblicità, c’è ancora qualcosa di sorprendente nel trovare una cartolina nella buchetta della posta. Non è una pubblicità e nemmeno un saluto da un parente in vacanza, ma una piccola opera artistica arrivata a casa come un dono inaspettato. E’ successo a più di una ventina di cittadini forlivesi in questi giorni: una cartolina con una foto che ritrae uno scorcio del quartiere Cava. Solo un’immagine di rifiuti abbandonati e trinciati a seguito del taglio dell’erba e una frase che recita “saluti da Forlì”. Sul retro, invece, un messaggio a firma di Marina e Stefano: «Noi crediamo che sensibilizzare persone di buona volontà sia utile a risolvere i problemi. I rifiuti abbandonati e trinciati nelle aree verdi creano forte degrado e inquinamento. Forlì non lo merita!». Le cartoline spedite fanno parte di un progetto artistico, gioioso ma che allo stesso tempo invita i cittadini a riflettere, ideato da Marina Bergamaschi e Stefano Silvestroni, noti per i paperi ispirati a personaggi famosi. «Con Marina ci divertiamo a sensibilizzare la cittadinanza e le persone su alcune tematiche, per esempio lo abbiamo fatto dopo l’alluvione del 2023 con il “fango d’artista” oppure con i nostri paperi migranti - racconta lo stesso Silvestroni -. Ora una cartolina attraverso una foto racconta dell’ambiente. In particolare di come gli sfalci nella nostra città vengano tagliati di rado e in maniera sbagliata, infatti trinciando l’erba senza prima togliere i rifiuti abbandonati fa si che anche la plastica e l’immondizia vengano tritati e non raccolti. Questo è dannoso per noi, per l’ambiente e allo stesso tempo vergognoso. Se una persona vede poca cura è più propensa ad atti di inciviltà come l’abbandono dei rifiuti, noi invece vogliamo sensibilizzare e promuovere la cultura del bello».

Un’idea nata un po’ per caso dopo una serie di segnalazioni agli organi competenti che non hanno prodotto nessun risultato. «Così abbiamo spedito la cartolina a conoscenti e amici, ma anche ad alcuni esponenti politici del Comune - prosegue l’artista -. L’importante è arrivare alle persone e fare in modo che ciò non succeda più, crediamo che sia fondamentale parlare dei problemi in maniera giocosa e costruttiva per ottenere i risultati se è vero che tutti amiamo Forlì (il riferimento è alla recente campagna lanciata dal Municipio dal titolo “Ci sono tanti modi di amare Forlì”, ndr). La cartolina è il mezzo ideale, proprio perché non si usa più, la gente ha manifestato piacere nel riceverla e provocato dispiacere in chi non l’ha trovata nella buchetta». Quella spedita in questi giorni, tra l’altro, si preannuncia la prima cartolina di una serie che, probabilmente, inviterà i destinatari a riflettere anche su altre tematiche.

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