Forlì, cartellino giallo contro il bullismo: scattano i primi tre ammonimenti

Il bullismo entra nei numeri delle misure di prevenzione: su 37 ammonimenti firmati dal questore nel primo semestre dell’anno, 3 riguardano casi di bullismo. Uno strumento, quello dell’ammonimento, che come una sorta di cartellino giallo per la persona che lo riceve è pensato per intervenire prima che certi comportamenti sfocino in veri e propri reati, e che nel caso dei minori trova nella scuola uno dei principali punti di osservazione. È infatti tra le aule e i corridoi degli istituti che emergono, spesso, i primi segnali di disagio, non solo legati al bullismo ma anche a situazioni familiari complesse di cui insegnanti ed educatori si fanno portavoce presso le forze dell’ordine. «Due episodi su tre di ammonimento per reati legati al bullismo - spiega Enrico Gardini, dirigente della divisione anticrimine - sono arrivati proprio dagli istituti scolastici. La scuola, essendo un luogo dove i ragazzi passano buona parte della giornata e dove si creano rapporti di fiducia, è anche il luogo da cui sono arrivate segnalazioni su ciò che accadeva a casa». La misura di prevenzione, così come accade per gli adulti per reati legati al Codice Rosso, viene applicata anche ai minori, per fermare comportamenti prima che diventino reati penali. Anche in questo caso, il questore convoca il giovane, questa volta insieme ai genitori, e lo invita a cambiare condotta. La normativa consente di intervenire anche nei confronti di minori di 14 anni. Anche in città, sono sempre più frequenti le segnalazioni che emergono soprattutto nei quartieri, dove le giovani generazioni si rendono protagoniste di condotte scorrette che vanno dalla pura maleducazione a piccoli reati. Casi che, spesso, fanno emergere con chiarezza la sensazione che i giovanissimi siano spesso sostenuti dalla sensazione di essere intoccabili anche dalla legge. «È cambiato l’atteggiamento - riflette il questore, Claudio Mastromattei -. Una volta, quando ti fermava la polizia ed eri minore, ti intimorivi: adesso no». «È come se non avessero niente da perdere - aggiunge Ilenia Vella, dirigente della Squadra Mobile -, come se non avessero consapevolezza di quello che può succedere». Il bullismo, così come gli altri atteggiamenti illeciti che possono riguardare i minori sono fenomeni che le forze dell’ordine seguono con crescente attenzione, consapevoli della delicatezza del tema e della necessità di intervenire tempestivamente non solo per tutelare le vittime ma anche per riportare i giovani sulla retta via. «Nonostante tutto - conclude il questore - io credo molto nel nostro intervento, ci credo ancora tanto».

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