Dopo settimane di frizioni accese tra la consociazione forlivese del Partito Repubblicano e il segretario regionale (nonché vicesindaco di Ravenna) Eugenio Fusignani, si è arrivati ad una tregua. La missione romana dei vertici forlivesi, in occasione del Consiglio nazionale del Pri, si è conclusa positivamente: sventato il rischio commissariamento della consociazione di Forlì.
A dispetto dei timori della vigilia e di possibili «sorprese negative», il confronto nella Capitale è stato serrato, ma ha portato a ripristinare gli equilibri. Il merito del generale rasserenamento viene attribuito in gran parte al segretario nazionale, Corrado De Rinaldis Saponaro. Con una sintesi di capacità analitica e sensibilità politica, il leader dell’Edera ha ricondotto anche gli interventi più aspri in un alveo di positività, puntando a superare lo stallo che rischiava di paralizzare l’azione politica sul territorio e di spaccare definitivamente il partito. A difendere le ragioni della base forlivese è stata in prima linea Alessandra Ascari Raccagni: «Abbiamo spiegato la validità delle scelte compiute a livello locale e portato avanti le nostre ragioni, partirà ora un percorso di approfondimento, ma tutto in un clima molto costruttivo. Prezioso è stato il contributo di Alessandro Malucelli, nostro decano, e Luisa Ferri, moglie del compianto Marcello Luciano Rivizzigno».
Nonostante i problemi non siano “scomparsi per magia”, l’aria sembra finalmente ripulita dalle polemiche, con la consociazione forlivese che ha fatto un passo indietro sulla raccolta firme per chiedere le dimissioni del segretario regionale e, quindi, un consiglio anticipato. Insomma, si andrà a scadenza (tra ottobre e novembre di quest’anno), così come resta un punto fermo la candidatura di Alessandra Ascari Raccagni alla guida nazionale del partito.
Il prossimo passo, invece, sarà la convocazione di una direzione straordinaria a Forlì entro la fine del mese, alla presenza di esponenti nazionali, per condividere con tutta la base il percorso tracciato a Roma. L’obiettivo è arrivare al congresso straordinario del 6 giugno in un clima democratico e partecipato, liberi da ostacoli fittizi e pronti a battaglie politiche concrete. «L’aria è come stata ripulita da inutili asperità polemiche e da ostacoli apparentemente insuperabili – dice Massimo Merendi, che fa parte della Consociazione forlivese –. Insomma, si è fatta politica e non polemica». «Quando i repubblicani, pur con tutte le loro diversità si incontrano e dibattono liberamente, si giunge sempre a conclusioni positive su tanti aspetti – fa eco Benedetta Caselli, anche lei nel Pri forlivese –. Anche questa volta la discussione è stata franca, aperta e senza peli sulla lingua, ma non per questo meno positiva e chiarificatrice».