Forlì, campo da gioco da rifare dopo due anni: il Comune porta in Tribunale l’azienda

Forlì
  • 28 luglio 2026

Una spesa di oltre 60mila euro, i lavori finiti a fine 2023 e, a distanza di poco più di due anni, un campo da gioco ridotto a un colabrodo. Rischia di trasformarsi in una vera e propria odissea giudiziaria la manutenzione straordinaria del campo da calcio a 5 in erba sintetica dell’impianto sportivo di Villanova, in viale Bologna. Il Comune ha infatti deciso di rompere gli indugi e di promuovere un ricorso per accertamento tecnico preventivo d’urgenza davanti al Tribunale di Forlì. L’obiettivo? Fotografare lo stato del terreno di gioco tramite un perito del giudice prima che sia troppo tardi, per poi rivalersi sui responsabili.

La vicenda ha inizio a fine 2022 con l’approvazione del progetto di rifacimento totale del campo. I lavori, affidati a un’impresa esterna dopo un ribasso del 25%, si erano conclusi nel novembre del 2023, per un costo complessivo che (varianti comprese) aveva sfiorato i 60.400 euro. Tutto sembrava procedere per il meglio fino all’inizio del 2026, quando il gestore della struttura ha lanciato l’allarme: il manto in erba sintetica ha iniziato a lacerarsi vistosamente.

Da lì è scattato il valzer delle diffide. Il direttore dei lavori del Comune ha tempestivamente contestato i vizi alla ditta appaltatrice, ricordando che i due anni dall’emissione del certificato di regolare esecuzione non erano ancora trascorsi. Ma dopo un primo sopralluogo a febbraio, durante il quale era stato concordato un intervento di ripristino da eseguire in primavera (dopo lo smontaggio del pallone pressostatico), l’impresa è letteralmente sparita nel nulla, ignorando anche le successive messe in mora e le richieste di presentare un progetto risolutivo a proprie spese.

A metà giugno 2026, i tecnici comunali, affiancati da uno specialista, hanno eseguito un nuovo sopralluogo sul campo da calcetto. L’esito della memoria tecnica è stato impietoso: i vizi riscontrati indicano una totale mancanza di stabilità dimensionale del sistema installato, aggravata da una carenza nelle normali operazioni di manutenzione come spazzolatura e ricarico dell’intaso. La diagnosi dello specialista non lascia spazio a dubbi: per risolvere il problema, l’unica via d’uscita reale sembra essere la sostituzione integrale del campo da gioco, questa volta con materiali certificati e garantiti. Nel frattempo, anche il gestore dell’impianto si è mosso per vie legali tramite il proprio avvocato, intimando al Comune di ripristinare il campo per evitare danni economici e la chiusura dell’attività. Con il passare dei giorni, infatti, il distacco del manto si sta aggravando, aumentando la pericolosità per i giocatori.

Per sbloccare lo stallo ed evitare di dover interdire l’utilizzo dell’impianto a cittadini e società sportive, il Municipio ha deciso di portare la questione in Tribunale. L’amministrazione comunale intende intervenire in tempi brevi “in danno” (ovvero anticipando i soldi per poi chiederne il conto a chi ha sbagliato), ma prima serve la certezza della prova giudiziaria. Il consulente tecnico d’ufficio, nominato dal giudice, dovrà stabilire se il danno sia da imputare a difetti strutturali dei materiali usati dalla ditta o a un eventuale deficit di manutenzione ordinaria da parte del gestore.

Del procedimento se ne occuperanno gli avvocati interni del Comune, Lorenzo Paganucci ed Elena De Lerma Romita. La macchina burocratica ha già approvato l’impegno di spesa per le competenze legali (circa 3.200 euro), specificando che, trattandosi di un accertamento tecnico preventivo, non è stato necessario accantonare un fondo rischi, poiché in questa fase il giudice non si pronuncerà sulle spese di lite.

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