L’uso costante degli smartphone e delle nuove tecnologie sta trasformando in modo profondo il mondo degli adolescenti. Tra ritiro sociale, difficoltà relazionali e la ricerca costante di un’identità virtuale, emergono fenomeni complessi come il bullismo e il cyberbullismo. È in questo scenario che si inserisce un appuntamento previsto per domenica 11 ottobre, alle 16, alla Fabbrica delle Candele, in viale Salinatore, 30. L’evento, promosso dagli esperti territoriali dell’Associazione nazionale dipendenze tecnologiche, Gap e Cyberbullismo- Di.Te. Ets in collaborazione con numerose realtà locali (tra cui Pianeta Estate, gruppo musicale Aura Luna, LifeSkills Italia, nido “Il giardino delle fate”, Opera Don Pippo, Gimnica96 ed Ohana), segna l’apertura ufficiale della sede territoriale Di.Te. a Forlì.
Momento centrale del pomeriggio sarà la prima proiezione pubblica di “Re-wearing”, un cortometraggio ideato e realizzato da ragazzi tra gli 11 e i 13 anni durante l’esperienza del centro estivo del Buscherini. L’iniziativa ha visto la collaborazione tra il centro estivo, la cooperativa Paolo Babini e la partecipazione di uno studente universitario di cinema per le riprese audio-visive. Le basi musicali sono state realizzate ed eseguite dal vivo dal giovanissimo gruppo “Aura Luna”. L’opera affronta il peso del bullismo, l’impatto dei dispositivi digitali e l’esigenza profonda dei ragazzi di trovare ascolto. Nel corso dell’incontro interverranno la psicologa Rossana Spinelli, Daniela Mazzotta dell’asilo “Il giardino delle fate” e l’educatore professionale Stefano Leucci che porterà la sua esperienza al centro estivo Buscherini, dove tra i referenti c’è il fratello Matteo.
Sarà presente anche il presidente nazionale dell’associazione, lo psicologo Giovanni Siena.
«L’aspetto più straordinario del progetto è stato l’entusiasmo dei giovani – spiega Stefano Leucci –: quando vengono resi protagonisti attivi di un percorso espressivo, dimostrano un impegno e una sensibilità fuori dal comune». Nel suo intervento focalizzato su “Bullismo e cyberbullismo nei centri educativi pomeridiani”, Stefano Leucci richiama l’attenzione sui dati emersi da ricerche internazionali: «dall’introduzione diffusa degli smartphone, si registra un calo generalizzato dell’attenzione ed empatia tra i giovani. Negli episodi di bullismo e cyberbullismo, infatti, emerge spesso una deresponsabilizzazione da parte dei coetanei, che tendono a rimanere spettatori passivi senza intervenire. In quest’ottica, la normativa recente (come la legge 70/2024) e l’approccio educativo promosso da Di.Te. puntano su una giustizia riparativa e preventiva, che coinvolga attivamente scuole, famiglie e istituzioni per ricostruire l’empatia e la capacità d’ascolto fin dalla prima infanzia. Dalla mia esperienza posso dire che il quadro è preoccupante. I ragazzi hanno un’idea di cosa sia il cyberbullismo, ma pensano di essere spettatori, sono spinti a non intervenire. La nostra proposta è portare avanti progetti nelle scuole, già al nido “Le fate”, quindi tra bambini 0-3 anni, coinvolgendo anche i genitori, per avere poi in futuro ragazzi che hanno già competenza per affrontare problematiche di bullismo e cyberbullismo. Io nella mia professione mi sono occupato di ragazzi e ragazze vittime di bullismo, con istinti autolesionistici, così come con ragazzi che mettono in atto comportamenti di bullismo e la cosa impressionante di quest’ultimi è che non riescono ad ammettere di aver sbagliato. Ne ricavo che i giovani hanno bisogno di persone con cui parlare, con cui confrontarsi».
La nuova sede territoriale Di.Te. (ospitata negli spazi de “Il giardino delle fate”) si propone come punto di riferimento operativo. L’ingresso all’incontro di domenica è gratuito con prenotazione obbligatoria (posti limitati) 328.0746420 o s.leucci@dipendenze.com.