Forlì, bufera social e scatta l’allarme per la sicurezza

Forlì

Tensione alle stelle a Forlì per l’annuncio della “Protesta Generation Z Forlì”, un’iniziativa lanciata sui social network che prevede un ciclo di raduni compresi tra il 24 e il 30 ottobre. A far scattare il massimo livello di allerta tra forze dell’ordine, istituzioni e cittadini non sono soltanto i toni esasperati della chiamata a raccolta, ma la natura apertamente violenta dei contenuti e dei messaggi digitali diffusi in rete nelle ultime ore.

Sulle locandine virtuali che invitano la gioventù a far sentire la propria voce compaiono temi di rilevanza sociale cruciali - dal lavoro precario allo studio, dal caro-affitti alla salute mentale, fino all’ambiente e al futuro -, ma questi argomenti compaiono affiancati da video minacciosi e proclami d’odio. A destare il timore maggiore sono diversi contenuti veicolati su TikTok e all’interno di gruppi WhatsApp creati ad hoc per l’occasione. In un audio diventato virale, attribuito a una ragazza di 15 anni residente nel Bolognese ma frequentatrice del territorio forlivese - già individuata e denunciata dalla Polizia per istigazione a delinquere -, si sentono parole inequivocabili, sostenendo persino di essere pronta a farsi arrestare.

Di fronte al moltiplicarsi di catene di messaggi allarmistici che stanno rimbalzando di telefono in telefono tra le famiglie, il sindaco Gian Luca Zattini ha richiamato alla calma pur senza minimizzare la gravità dei segnali: «Domani è convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura e valuteremo quali possano essere le ultime indicazioni, alla luce di messaggi social che appaiono certamente critici. Speriamo che la portata di questi fenomeni risulti ridimensionata rispetto al clamore di queste ore, ma visti i precedenti e la facilità con cui si innescano dinamiche emulative, la prudenza e l’attenzione restano massime».

Sul fronte della pubblica sicurezza, il questore Claudio Mastromattei traccia il quadro operativo: «Ci stiamo organizzando, l’attenzione è alta già da diversi giorni. Al momento non è pervenuta alcuna richiesta di preavviso per la protesta di sabato. Monitoreremo tutti i punti sensibili e di aggregazione come il centro storico (dove il ritrovo è fissato in piazza Saffi sabato alle 15), il centro commerciale Punta di Ferro e la zona commerciale Formì. Tutto questo, però, sottopone la Polizia e tutte le forze dell’ordine a profonde riflessioni».

Nel frattempo, il clima di psicosi collettiva sta alimentando reazioni opposte e altrettanto delicate. Sui canali digitali e tra le tifoserie organizzate della pallacanestro locale circola persino la tentazione di organizzare “ronde” e presidi di autodifesa. Un volantino di stampo estremista invita apertamente alla mobilitazione di piazza: «Si parla di mille uomini provenienti dal Nord Africa che starebbero marciando verso la nostra città. Forlì non si farà trovare impreparata. Le sentinelle presidieranno le porte, le pattuglie sorveglieranno le strade: Difendete le vostre case».

Un livello di scontro che spaventa sempre di più i genitori. La preside del liceo scientifico, Susi Olivetti, ha diffuso una circolare di rassicurazione: «Desidero informarvi che sono pervenuti alla dirigenza scolastica messaggi e immagini circolanti sui social network relativi a ipotesi di iniziative connotate da violenza e danneggiamenti. Tutto il materiale è stato tempestivamente segnalato ai Carabinieri. Le forze dell’ordine e il personale scolastico stanno operando per garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche e assicurare agli studenti un ambiente sereno».

Sul piano politico, il gruppo comunale di Forza Italia (con i consiglieri Giulia Versari e Alberto Gentili, il responsabile organizzativo provinciale Joseph Catalano e l’assessore Giuseppe Petetta) ha affidato la propria preoccupazione a una nota congiunta: «Chiediamo che si provveda preventivamente a disinnescare sul nascere la protesta lanciata dal profilo “Forlì Rivolta” su TikTok e WhatsApp, che promette disordini dalle 15 a notte fonda. Si tratta di soggetti che utilizzano anche l’intelligenza artificiale per creare video minacciosi. Non si deve sottovalutare l’iniziativa, vista anche la scia di disordini recenti davanti al polo Saffi-Alberti e all’Ite Matteucci. A subire i danni di eventuali vandalismi sarebbero famiglie di lavoratori, commercianti del centro storico e pensionati: un’ingiustizia nell’ingiustizia. Condanniamo inoltre la reticenza di certa sinistra che non trova la forza di condannare chiaramente chi in queste ore sta minacciando di mettere a ferro e fuoco le nostre città».

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