L’inceneritore di via Grigioni torna al centro della battaglia politica forlivese. A incendiare il Consiglio comunale è la richiesta avanzata da Hera di aumentare la capacità di trattamento dell’impianto, portando i rifiuti da bruciare dalle attuali 120mila a 150mila tonnellate all’anno. Un incremento di ben 30mila tonnellate che non prevede modifiche strutturali al forno, ma l’installazione di uno scambiatore di calore alla base del camino, ampliando lo spettro dei materiali da trattare a fanghi di depurazione, residui del compostaggio e i cosiddetti “sovvalli” (gli scarti non recuperabili della raccolta differenziata).
Come compensazione, il gestore propone l’estensione della rete di teleriscaldamento al plesso del Santarelli e al Museo San Domenico. I gruppi consiliari del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, attraverso una serie di question time, hanno chiesto alla giunta una presa di posizione netta e un rifiuto categorico al potenziamento. «La richiesta di aumento di carico è stata avanzata dal gestore, ma il rilascio delle autorizzazioni compete alla Regione - afferma l’assessore Giuseppe Petetta-. Nel mezzo c’è la Conferenza dei Servizi, dove il Comune di Forlì farà sentire in maniera decisa la propria voce, senza lesinare spunti critici e richieste di approfondimento sull’impatto ambientale. Su questa decisione ci deve essere piena condivisione in Consiglio, nulla è scontato. Petetta ha poi annunciato di aver già convocato i vertici di Hera per riferire in commissione sulla portata del progetto. La linea della prudenza e del rinvio ai tecnici scelta dalla giunta non ha convinto le minoranze, che sono passate all’attacco. «Questo aumento compare perché la differenziata va bene e non ci sono più rifiuti “tradizionali” da bruciare - protesta il pentastellato Eros Brunelli -. Il sindaco deve prendere una posizione politica, non si può scaricare tutto sui tecnici. In particolare, nel vostro programma elettorale si parlava di riduzione e nel 2023 è passata una mozione in cui ci si impegnava a spegnere l’inceneritore nel 2027». «Dobbiamo decidere se bruciare 30mila tonnellate in più faccia bene o male alla città - fa eco il consigliere dem, Alessandro Gasperini -.A Forlì bruciamo tre volte quello che si produce nell’intera provincia di Forlì-Cesena, perché dobbiamo aumentare se neanche la Regione ce lo chiede? Siamo assolutamente contrari e non c’è alcuna ragione per dire di sì».