Semaforo verde in Consiglio comunale al Bilancio consolidato dell’esercizio 2025 del Comune di Forlì e alla verifica degli obiettivi raggiunti dalle società partecipate facenti capo alla holding Livia Tellus. A illustrare la delibera nel corso dell’assise cittadina è stato l’assessore al Bilancio, Vittorio Cicognani, che ha tracciato il quadro consuntivo al 31 dicembre dello scorso anno. «Gli obiettivi strategici fissati per le realtà controllate attraverso la holding Livia Tellus sono stati centrati, rispondendo pienamente agli indirizzi e alle priorità definite dai Comuni soci».
Sul fronte economico-finanziario, i dati presentati descrivono una holding in piena salute: il risultato d’esercizio ha raggiunto quota 5 milioni 827mila euro, registrando un incremento di 547mila euro rispetto al consuntivo 2024. A trascinare la crescita sono stati in particolare i proventi e oneri finanziari netti, saliti a 6,42 milioni di euro (+1,298 milioni sull’anno precedente).
L’efficienza gestionale si riflette anche sui dividendi destinati a Livia Tellus e distribuiti ai Comuni soci. Con riferimento all’esercizio aggiornato al 30 giugno di quest’anno, gli introiti complessivi si attestano a 6 milioni 310mila euro, superando i 5,9 milioni inizialmente stimati a budget. A fare la parte del leone è Hera Spa con oltre 2,87 milioni di euro di dividendi, affiancata dai contributi di Unica Reti Spa (2,057 milioni) e Romagna Acque Spa (1,226 milioni). Chiudono il quadro le quote distribuite da Forlifarma Spa (150mila euro) e Sapir Spa (4mila euro).
Tra le controllate spicca la performance eccezionale di Romagna Acque, che ha chiuso il 2025 con un utile netto di 10 milioni 989mila euro (+4,7 milioni rispetto al budget previsionale e +3 milioni sul 2024), spinta da un aumento del valore della produzione (+1,9 milioni) e da un calo dei costi gestionali (-2,4 milioni). «Il consuntivo 2025 conferma la solidità garantita da Livia Tellus: un modello di governance efficace che assicura un ritorno economico significativo per Forlì e pone le basi per lo sviluppo futuro», ha concluso Cicognani.
Di segno diametralmente opposto la lettura dell’opposizione. A muovere le critiche più severe è stato il consigliere comunale del Partito Democratico, Alessandro Gasperini, che ha ridimensionato la portata dei numeri presentati dalla giunta ponendo l’accento sulla reale quota spettante all’ente locale. «In realtà non si tratta di 4,2 milioni di utile esclusivamente per Forlì: di questa somma, soltanto 516mila euro sono destinati al nostro Comune, mentre il resto viene ripartito tra gli altri territori della provincia», ha contestato Gasperini.
Il consigliere dem ha poi espresso forte preoccupazione per la gestione finanziaria di piazza Saffi: «Nonostante un crollo evidente dell’87%, il Comune continua a utilizzare gli utili delle partecipate per coprire la propria spesa corrente. È una scelta legittima dal punto di vista contabile, ma estremamente preoccupante sul piano politico: significa che, senza il paracadute di questi dividendi, il bilancio comunale non riuscirebbe a chiudersi col segno più. Sarebbe invece opportuno e lungimirante reinvestire quelle risorse all’interno delle società stesse per sostenere nuovi investimenti o per abbassare le tariffe a carico dei cittadini».