Forlì. Ben venticinque anni di successi per la Lotteria della Solidarietà, distribuiti quasi 50mila biglietti

Ben venticinque anni di “Lotteria della Solidarietà” portano il sostanziale “en plein” di vendite dei 50mila biglietti (ne sono stati piazzati 48.678) messi a disposizione dall’associazione Amici di Don Dario, con VolontaRomagna e Consorzio di Solidarietà sociale. Sono stati redistribuiti quindi 43.575 euro alle associazioni del Terzo settore impegnate nella vendita, mentre 9.500 euro sono andati a otto progetti cittadini. «Ma 50mila biglietti non bastano più – tuona Alberto Bravi, presidente degli Amici di Don Dario – e ci auguriamo che la politica ci aiuti a superare un limite sancito da una legge di oltre vent’anni fa. La rete di collaborazioni, compresa quella con il Comune e le associazioni di Cesena, permette infatti di preventivare una crescita utile a tutti, e di cui ringraziamo anche gli sponsor: Conad, Fondazione Carisp Forlì, Bcc, Club del Sole, Casadei Expert e le aziende che offrono i loro coupon». Rispondono a esigenze concrete i progetti premiati, dal Fondo Carcere a “Diversamente bottega” della cooperativa Paolo Babini, “Abcdell’inclusione” dei Genitori Scuola Peroni, “Grovigli” di Ama Hikikomori, “Sentirsi a casa” di Amici Scuola Don Bosco e “Welcome Giocamondo” di Welcome, fino ad “Amarcord Cafè” di Rete Magica e “Pensare insieme” a cura di Genitori Scuola Diego Fabbri. «Ma il valore della lotteria – sottolineano l’assessora al Welfare, Angelica Sansavini e il vicesindaco Vincenzo Bongiorno – sta anche nel fatto che con la vendita dei biglietti si raggiunge chi non conosce il volontariato e il valore che esso ha sempre avuto per il nostro territorio, un valore che ci fa guardare con fiducia e speranza ogni sfida, ogni condizione». Che questi siano elementi anche per la candidatura di Forlì e Cesena a Capitale della Cultura 2028, è ribadito da Camillo Acerbi, assessore cesenate alla Cultura e dalla sua collega al Welfare Carmelina Labruzzo. «La cultura – affermano infatti – è strumento per il benessere di una popolazione, specie la più fragile: e la sussidiarietà di questa iniziativa è un altro elemento di quel “welfare culturale” al quale nel dossier viene dedicato ampio spazio». «Il biglietto della lotteria – conclude il vescovo, monsignor Livio Corazza – diventa così un lasciapassare per far parte di una squadra, di un popolo che cammina e sa trasformare gli ostacoli in opportunità. I 25 anni della Lotteria, in un mondo così poco incline alla perseveranza, sono invece una sfida e un miracolo: e ci ricordano oltre allo splendore dei frutti, l’importanza delle radici».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui