Forlì, battesimo dell’aria per dieci nonni sugli ultraleggeri

C’è chi a ottant’anni suonati la domenica mattina va a messa, chi si dedica alla sfoglia e chi, invece, decide di guardare le nuvole da vicino. Ma da molto vicino. Una domenica decisamente fuori dagli schemi quella vissuta da dieci anziani del quartiere La Selva-Forniolo-San Leonardo, che per la prima volta nella loro vita hanno staccato i piedi da terra per sorvolare i cieli di Forlì a bordo di due mezzi ultraleggeri. L’iniziativa, battezzata non a caso “Ali d’argento”, è nata da un’idea apparentemente folle di Danilo Dall’Agata, coordinatore del comitato di quartiere. «Io stesso volo nonostante l’età – racconta con un sorriso – così ho pensato: perché non far provare questa incredibile esperienza a degli over 70 che non sono mai saliti su un aereo? Un’idea forse un po’ pazza, è vero, ma che ha trovato subito un entusiasmo contagioso». Il sogno è diventato realtà grazie a un progetto speciale finanziato dal Comune di Forlì e alla generosità dell’Alisoccorso di Villafranca, che ha messo a disposizione i velivoli, la pista e i piloti. A terra due gioielli pronti al decollo: un Savannah S ( “ala alta”, mezzo solido e perfetto per le manovre) e un Pioneer 300 (“ala bassa”, più scattante, nato per la crociera). A garantire la massima sicurezza, due piloti d’eccezione: Moreno Rossi, asso dei cieli e istruttore di volo prestato nientemeno che a Ita Airways, e Marco Salcigni, pilota acrobatico abituato a sfidare la gravità. Ed è proprio qui, davanti ai motori accesi, che le gerarchie generazionali si sono ribaltate. Le più temerarie? Incredibilmente le donne. Wilma, 80 anni, ieri mattina ha marinato la liturgia domenicale per un altro tipo di ascesa: «Sarei dovuta andare a messa come ogni domenica. E invece, cambio di programma. Ho sempre avuto la passione degli aerei grazie a mio fratello, ma non ero mai salita. In famiglia lo avevano fatto tutti, oggi finalmente è toccato a me. È stato bellissimo». Prima è stato il turno di Marisa, 86 primavere e un coraggio da leonessa. «Sono rimasta colpita dall’ordine della città visto dall’alto e dalla bellezza delle nostre campagne romagnole. Pensi che il pilota mi ha pure chiesto se volevo provare a guidare io, ma ho risposto che mi fidavo decisamente più di lui che di me». Anche per gli uomini del gruppo le emozioni sono state forti, ognuno a modo suo. Per Glauco, la sfida era doppia: «Non pensavo potesse essere così bello vedere il panorama dall’alto. Poi, per uno come me che soffre di vertigini ed è abituato a stare sempre con i piedi ben piantati per terra, questa giornata vale il doppio». Poco distante, Walter si gode l’adrenalina del decollo. Lui non è un novellino del volo, ma l’ultraleggero è tutta un’altra storia: «In passato ho preso aerei di linea, ma non ero mai salito a bordo di un mezzo così piccolo».

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