Forlì, avviato il cantiere per la ricostruzione dell’idrovora Fontana 2

Una risposta concreta è arrivata a pochi giorni dalla forte presa di posizione dei cittadini alluvionati nel maggio del 2023. Dopo i solleciti e l’allarme lanciato dal Comitato unitario vittime del fango e dal Comitato di quartiere Romiti, ieri è ufficialmente partito il cantiere per la ricostruzione dell’impianto idrovoro Fontana 2, un’opera fondamentale per la sicurezza idraulica di Forlì.

Il Consorzio di Bonifica

Ad occuparsi della realizzazione dell’infrastruttura è il Consorzio di Bonifica della Romagna, per un investimento complessivo di 1,3 milioni di euro (300mila euro dei quali sono stati aggiunti e anticipati direttamente dallo stesso Consorzio per velocizzare le procedure). A fare chiarezza sui tempi e a rassicurare i cittadini è intervenuto direttamente il presidente del Consorzio di Bonifica, Stefano Francia: «Il cantiere è stato consegnato lo scorso 19 giugno. E’ servito poi il giusto tempo tecnico per consentire alla ditta di compiere le formalità di rito e partire con la pulizia dell’area fluviale, propedeutica ai lavori veri e propri. Ora si procederà a ritmo spedito e si prevede la realizzazione dell’opera in un anno e mezzo, anche se la speranza è di poter consegnare il tutto persino in anticipo rispetto alle tempistiche previste». Nello specifico il progetto prevede la realizzazione ex novo dell’impianto idrovoro Fontana 2 e della relativa paratoia dello scolo sul fiume Montone, completamente divelto dalla piena durante l’evento alluvionale di più di tre anni fa.

L’allarme dei comitati

L’avvio dei lavori giunge a smorzare una tensione accumulata in mesi di silenzio. A distanza di oltre tre anni dal drammatico maggio 2023 – quando l’alluvione travolse il quartiere Romiti prima di investire le zone a valle di Cava e Villanova –, per centinaia di famiglie la paura non è mai passata. Nei giorni scorsi, il Comitato vittime del fango e il Quartiere Romiti avevano espresso forte indignazione per il ritardo nell’avvio delle opere, previste inizialmente entro giugno, lamentando la mancanza di comunicazioni e cronoprogrammi certi. L’impianto Fontana 2 rappresenta infatti lo snodo chiave della rete di scolo e per i residenti «il suo cedimento nel 2023 fu una delle concause principali dell’inondazione del quartiere». Solo qualche giorno fa i due comitati chiedevano chiarezza al Consorzio di Bonifica visto che «chi ha spalato metri di fango e perso i ricordi di una vita non può essere lasciato nell’incertezza».

In campo anche la politica

Nei mesi scorsi, proprio per la totale assenza di informazioni ufficiali sulle tempistiche, la questione è finita al centro di un vivace dibattito politico. La parlamentare di Forza Italia Rosaria Tassinari si era mobilitata in prima persona per sollecitare anticipazioni e aggiornamenti sul progetto, mentre la Lega aveva depositato atti in Consiglio comunale per chiedere formali chiarimenti agli enti preposti e impegnare il Municipio a sollecitare la massima trasparenza sul cronoprogramma dei lavori.

L’inizio effettivo delle operazioni sul campo e la presenza dei macchinari nell’area fluviale, già visibili da ieri, dovrebbero segnare a tutti gli effetti il primo passo verso il ripristino della sicurezza e il ritorno alla tranquillità per un intero quartiere.

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