Forlì, aule al gelo alla scuola “Marconi”: protesta degli studenti

Forlì
  • 15 gennaio 2026

«La temperatura in molte aule e laboratori oscillava tra i 12 e i 15 gradi», questi i risultati emersi dalle misurazioni condotte dai rappresentanti degli studenti dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Marconi” nella mattinata di mercoledì. Così è iniziata la “movimentata” giornata che ha visto il suo culmine in una protesta spontanea dalla maggior parte degli studenti. Dalla prima alla quinta il grido è stato unanime: «Aule e laboratori troppo freddi: facciamoci sentire».

Dopo le misurazioni nelle aule, con appositi termoigrometri, le prime classi hanno iniziato a riunirsi nell’atrio della scuola intorno alle 9. La voce si sparge e sempre più classi si uniscono alla protesta: difficile individuare un vero e proprio coordinatore tra gli studenti, bensì la si può definire “un’azione corale e spontanea”, come riportato da molti alunni partecipanti. Alle 10, mano a mano che più classi si univano al gruppo, la protesta si sposta nel principale corridoio dell’istituto, una vera marea di persone quella che si ammira dalle scale che si affacciano sulla parte dell’edificio adibita, perlopiù, ai laboratori. La maggior parte degli studenti riuniti inizia a darsi manforte e manifesta il proprio malcontento sospendendo momentaneamente le lezioni e facendo partire anche qualche coro: alle 10.40 riescono ad ottenere un’assemblea straordinaria per discutere del problema.

La palla passa ai rappresentanti d’Istituto che, dopo un confronto col dirigente scolastico, descrivono le ragioni della problematica e come si proverà a risolvere ai rappresentanti di tutte le classi. In merito alle cause del disservizio, il dirigente scolastico Marco Ruscelli ha spiegato che il problema risiede «nella natura degli impianti della scuola molto vecchi. Anche l’Artusi ha avuto le stesse problematiche, che sono cicliche per istituti di quell’epoca». In merito all’incidente spiega che «si è verificata la rottura di un tubo esterno, che ha causato la fuoriuscita di acqua e la conseguente depressurizzazione dell’intero impianto di riscaldamento. Il guasto è stato riparato nella giornata di martedì. L’intervento dell’azienda manutentrice è stato tempestivo ma, nonostante la riparazione fosse conclusa, il riempimento di un impianto così vasto genera inevitabilmente bolle d’aria che impediscono la circolazione uniforme del calore. Questo spiega perché stamattina alcune zone della scuola fossero ancora fredde».

Al termine della seduta gli animi si placano e gli studenti tornano alla loro normale attività didattica. «Gli studenti hanno il diritto costituzionale di protestare, in modo pacifico e rispettando le regole e le norme della scuola e dello Stato, rientrando nelle libertà di riunione e di espressione», questa la posizione del vicepreside Gianluca Parisi sull’accaduto, condivisa anche da Ruscelli che però ha voluto stigmatizzare alcune modalità di protesta: «Gli studenti hanno manifestato il loro disappunto legittimamente. Però io non ho apprezzato i modi di alcuni: perché non si urla, non si fanno i cori. Non siamo allo stadio».

Il dirigente si è poi reso disponibile a favorire una comunicazione più istituzionale: «Se gli studenti hanno qualcosa da dire, possono usare gli strumenti democratici: l’assemblea o l’aula magna sono a loro disposizione per confrontarsi o per decidere un messaggio da mandare alla Provincia». Importante segnalare che, a protesta conclusa, non si sono registrati danni o difficoltà nel riprendere le lezioni, segnando la fine di una giornata di mobilitazione studentesca civile ma decisa.

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