Tutto fermo sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica a Forlì. Il Comune ha deciso di congelare temporaneamente l’assegnazione degli alloggi popolari in attesa di una necessaria e urgente modifica al regolamento interno. Al centro della questione c’è il principio dell’anzianità di residenza sul territorio, un criterio storico per l’attribuzione dei punteggi che ora dovrà essere definitivamente cancellato sia per le case popolari (Erp) che per quelle di edilizia agevolata. La decisione della giunta forlivese è un atto dovuto che recepisce la sentenza pronunciata dalla Corte Costituzionale lo scorso gennaio. La Consulta, chiamata a esprimersi sulla legge regionale della Toscana, ha infatti bocciato il requisito della residenza prolungata, giudicandolo discriminatorio e non indicativo del reale bisogno abitativo dei richiedenti. Il criterio dell’anzianità era stato introdotto nel regolamento del Comune di Forlì nel lontano 2008. All’epoca, la ratio della norma era prettamente politica: limitare l’accesso al welfare abitativo da parte dei cittadini stranieri o provenienti da altri territori, da poco tempo giunti in città. Una linea che oggi, alla luce del pronunciamento dei giudici costituzionali, non è più sostenibile dal punto di vista legale. «Abbiamo famiglie in attesa e dobbiamo ripartire con le assegnazioni il prima possibile - ha detto l’assessora al Welfare, Angelica Sansavini in commissione consiliare -. Per questo la richiesta al Consiglio comunale è quella di approvare i nuovi regolamenti velocemente per riuscire poi a ricalcolare la graduatoria finale e permettere agli aventi diritto di accedere agli alloggi che si liberano. L’auspicio è di ripartire con la consegna degli appartamenti già da settembre». Il blocco , quindi, non può prolungarsi troppo. I numeri del disagio abitativo a Forlì restano infatti altissimi. Al 31 gennaio 2025 la graduatoria ufficiale contava già 860 domande approvate. A queste, da febbraio dello stesso anno, se ne sono aggiunte altre 394, ora in fase di istruttoria. A questi numeri vanno sommate le 96 richieste arrivate da gennaio 2026. La macchina amministrativa è ora al lavoro su due fronti: da un lato si dovranno ricalcolare i punteggi delle prime 860 domande già in lista depurandoli dal criterio della residenza; dall’altro bisognerà valutare le nuove 490 istanze per poi inserirle nel listone definitivo. L’obiettivo finale resta l’accesso al patrimonio immobiliare pubblico del Comune di Forlì, che ammonta a circa 1.600 case popolari. A queste si aggiungono altri 80 alloggi di edilizia agevolata che, pur seguendo un regolamento a parte, sono rimasti parimenti coinvolti nel medesimo stop burocratico. «La proposta al vaglio del Consiglio comunale è quella di azzerare il principio di anzianità di residenza a Forlì e di raddoppiare da 5 a 10 punti l’anzianità nella graduatoria, introdotto con la modifica del 2023 - ha spiegato il dirigente del servizio, Pier Luigi Rosetti -. In questo modo si porta il punteggio massimo da 100 a 90, mantenendo inalterati i valori attribuiti alle condizioni soggettive (età, presenza di disabili e minori); oggettive (trovarsi sotto sfratto per cessata locazione) ed economiche valutate con l’Isee ».
Forlì, assegnazioni case popolari bloccate fino a settembre: il Comune modifica il regolamento