Forlì, archivio comunale alluvionato: i faldoni ospiti di Formula Servizi

C’è un pezzo fondamentale della storia e dell’amministrazione di Forlì che da più di tre anni vive sotto zero, letteralmente congelato per evitare che la muffa e la decomposizione lo cancellino per sempre. È il patrimonio documentale del Comune, travolto dal fango e dalle acque del fiume Montone durante la tragica alluvione del 16 maggio 2023. Come noto, l’archivio comunale di via Asiago venne interamente sommerso da oltre tre metri di acqua e melma: andarono distrutti subito, mediante incenerimento, perché irrecuperabili, ben 310.790 kg di documenti. Altri 3mila metri lineari di carte storiche e amministrative vennero estratti dal fango grazie a un’operazione di salvataggio e trasferiti d’urgenza nei locali dismessi dell’ex Conad di via Vassura. Esattamente 2.500 metri lineari di documenti “ammalorati” (perché bagnati e infangati) sono stoccati all’interno di celle frigorifere di proprietà di un operatore privato, reperito dopo faticose ricerche sul mercato. «Una scelta obbligata per bloccare la proliferazione di agenti patogeni, ma che ha un costo notevole per le casse pubbliche - spiega l’assessora Emanuela Bassi in Consiglio comunale, sollecitata a fare il punto da un question time del Pd -. Il Comune corrisponde un canone di circa 160mila euro all’anno per mantenere i faldoni al freddo. L’obiettivo finale resta un colossale intervento di recupero che prevede la decongelazione, l’asciugatura, la liofilizzazione e la sanificazione dei documenti. Un’operazione specialistica per la quale si attende un finanziamento straordinario di oltre 8,3 milioni di euro».

A distanza di tre anni resta però il nodo della sede del nuovo archivio, la cui ricerca è stata complessa in attesa della riqualificazione dell’ex monastero della Ripa (il Ministero, tramite l’Agenzia del Demanio, ha stanziato circa 13 milioni di euro per finanziare la prima fase di indagini, progettazione e primi interventi, formalizzando l’impegno il 18 dicembre 2025 ndr). «Nel corso del 2025 è emersa l’opportunità di acquisire un complesso immobiliare privato in via Macero Sauli, composto da diversi capannoni, che ha ricevuto l’ok della Sovrintendenza - prosegue l’assessora -. La proposta sviluppata dagli uffici è al vaglio dell’Amministrazione, soprattutto per quanto riguarda l’ingente impegno economico. La proprietà dell’immobile ha avanzato una richiesta di acquisto di circa 6 milioni di euro, a cui si dovrebbero aggiungere le risorse per l’adeguamento alla funzione d’archivio».

Insomma, l’unica vera strada definitiva identificata è quella dell’ex Ripa, i cui tempi restanotuttavia lunghissimi ed estremamente onerosi, tanto che l’opera procederà solo per stralci funzionali. Per questo motivo, l’Amministrazione comunale si è vista costretta a correre ai ripari con soluzioni-ponte per garantire i diritti dei cittadini. Per l’accesso agli atti delle pratiche edilizie, il Comune ha concordato con l’attuale fornitore del servizio di dematerializzazione il trasferimento di tutto il materiale cartaceo entro il mese di luglio 2026 presso strutture idonee e certificate. Per tutti gli altri documenti cartacei del Comune (l’archivio di deposito), è stato programmato entro il mese di agosto 2026 lo spostamento temporaneo tramite il noleggio di strutture immobiliari adibite a magazzino di Formula Servizi.

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