Un anno record dal punto di vista dei proventi per la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, «irripetibile» specifica il presidente Maurizio Gardini, ma anche tanti progetti e sfide per l’anno appena iniziato, tra la candidatura a capitale italiana della Cultura 2028, l’Università, la sanità, la ricostruzione post alluvione, le grandi mostre al San Domenico e il costante sostegno alle attività delle associazioni attive nei tanti ambiti fondamentali per la comunità, dal sostegno agli anziani, al Terzo settore, allo sport, alle vallate. Ma pure con uno sguardo al futuro, al settore dei satelliti per comunicazioni, che vedrà la Fondazione Mercury, voluta da Fondazione e Comune, in primo piano per un progetto internazionale per il quale già venerdì prossimo è previsto un importante incontro a Roma con il Governo.
Investimenti top
Tutto possibile grazie all’ottimo stato di salute della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, illustrato dal presidente Maurizio Gardini, dal vice presidente Gianfranco Brunelli e dal segretario generale Andrea Severi. «Essendo una Fondazione di origine bancaria – specifica Gardini – distribuiamo erogazioni e facciamo interventi sul territorio perchè abbiamo un patrimonio. Non distribuiamo pezzi di questo patrimonio, ma una parte dei proventi. I dati non sono chiusi, ma possiamo dire che il 2025 è stato un anno eccezionale, il miglior della nostra storia in termini di redditività degli investimenti, che non sono speculativi. Il nostro patrimonio è cresciuto fino a sfiorare i 900 milioni. Abbiamo partecipazioni con Intesa SanPaolo, Hera, Cassa depositi e prestiti, Enav, per la quale ci siamo impegnati per salvare la sede di Forlì che altrimenti era destinata a chiudere. E da fine 2025 abbiamo investito importanti risorse in Poste Italiane, che sono un bene importante per il Paese, specie per le aree interne. Questi risultati ci permetteranno di fare un appendice alle erogazioni fatte nel 2025». Erogazioni che sono state per 13,5 milioni nel 2025 e quest’anno saranno altrettante, oltre alle somme che saranno aggiunte dopo il risultato eccellente ottenuto.
Il post alluvione
La Fondazione di corso Garibaldi ha sottoscritto con la Regione e il Dipartimento di Protezione civile nuovi interventi per 2 milioni di euro per la ricostruzione. «Dopo essere intervenuti ad esempio per la Caritas – specifica Gardini – e per le donazioni solidali di altre Fondazioni bancarie e di Intesa SanPaolo, un fondo di 4 milioni, ci siamo resi garanti per interventi anche su Cesena, Faenza, Ravenna, Lugo e nel Forlivese. Gli ultimi due milioni saranno destinati a un progetto insieme alla Regione e al Dipartimento della Protezione civile, per la definizione di casse di espansione che evitino alle nostre città l’arrivo delle acque in caso di alluvioni. Riguarderà le nostre vallate».
Università
Il 2026 sarà un anno importante per l’Università forlivese. «Per noi è sempre stato un rapporto strategico – ricorda Gardini –. Sarà l’anno delle prime lauree in Medicina e dei primi laureati in Ingegneria nautica navale. Due progetti che la Fondazione ha fortemente voluto, insieme al pubblico e al privato. Noi ci siamo e ci saremo, anche per quello che riguarda il tema della qualità della vita, quindi la questione casa. I lavori alla ex scuola “Saffi” stanno andando avanti, a settembre-ottobre avremo i primi studenti all’interno. Rimane il problema delle aule per Medicina: c’è il progetto dell’Università di Bologna per la costruzione di una palazzina a Vecchiazzano presso l’area ospedaliera, almeno per i tre anni legati al tirocinio e specializzazione quando si deve frequentare l’ospedale. Speriamo poi di completare i padiglioni “Sauli Saffi” del Campus: i lavori stanno procedendo e speriamo di inaugurare nel 2026 uffici per docenti e aule per studenti. Bene anche il corso di Ingegneria nautica e navale, ormai a regime».
La sanità
Non meno preziosi gli investimenti in campo sanitario. «Abbiamo fatto uno sforzo straordinario per acquisire una terza Tac per l’ospedale che dovrebbe alleggerire il Pronto soccorso – chiarisce il presidente della Fondazione –. Un investimento da 1,5 milioni. Poi abbiamo dato il via libera all’acquisizione di un macchinario innovativo, per la diagnosi precoce dei tumori del polmone che è in fase di collaudo nell’Unità di Pneumologia». Fondazione attiva anche con l’Irst Irccs “Dino Amadori” di Meldola, come sottolinea il segretario generale della Fondazione, Andrea Severi. «Abbiamo fatto un investimento per una piattaforma hardware e software per la condivisione dei dati di pazienti. Una sorta di fascicolo sanitario elettronico all’ennesima potenza che possa raggiungere pazienti che si fanno curare all’Irst, ma non risiedono nella nostra zona». Un investimento da 2 milioni di euro, il 50% sarà coperta da diverse Fondazioni bancarie.
Altri investimenti
Sono stati poi ricordati gli interventi per il patrimonio religioso (dalla Cattedrale a Montepaolo) artistico e per il territori. «Territorio che non è solo Forlì, abbiamo accompagnato con i nostri bandi le Amministrazioni». E poi il Terzo settore, gli anziani, la non autosufficienza, la parità di genere, il disagio giovanile. E’ arrivato alla quadra anche l’assetto definitivo a palazzo Talenti Framonti con pizzeria e bar che stanno andando bene e l’attesa con la ristorazione didattica legata a Engim.
Aerospazio
La novità più affascinante potrebbe essere legata alla Fondazione Mercury. «Un progetto per mettere insieme il meglio delle nostre aziende romagnole con il pubblico – annuncia Gardini –. Venerdì avremo un incontro a Roma con il Governo e la Regione per parlare di satelliti e aerospaziali. Il tema è quello della futura autonomia. E non parliamo di guerre, ma di comunicazione. Un sistema che adotti il nostro paese di una accresciuta autonomia. Un progetto da milioni di euro nel quel Forlì potrebbe recitare un ruolo fondamentale, per una tecnologia che in questo momento solo gli Stati Uniti possiedono». Per la Fondazione dopo i successi del 2025 si prefigura un 2026 da grandi sfide.
Un capitolo importante per la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì è quello legato alla cultura. E in questo ambito la grande sfida per la città si chiama candidatura a capitale italiana della cultura 2028.
«Abbiamo sostenuto il Comune di Forlì e di Cesena nella candidatura a capitale della cultura e abbiamo voluto un’estensione a tutto il nostro territorio. Di tutta la provincia e anche oltre. Se passa questo progetto come capitale della cultura, sarà un’idea innovativa, diversa rispetto al passato, superando i campanili, un modello Romagna che riguarda anche aeroporti, fiere, alta velocità» ricorda il presidente Maurizio Gardini.
Gianfranco Brunelli è il coordinatore e presidente del Comitato scientifico per la candidatura congiunta di Forlì e Cesena. «La candidatura ha un titolare che è Forlì – ricorda Brunelli – ma dietro l’obiettivo di diventare capitale c’è uno strumento, che è quello di ripensare una città. Una candidatura come questa è una sfida a se stessi. In collaborazione con tutti quelli che hanno promosso e sostenuto la candidatura è nato un progetto che ha un’idea di fondo di cultura, antropologica e sociale. Il tema territoriale era fondamentale per la struttura della città, la sua storia, la sua collocazione geografica: sarebbe stato un impoverimento culturale candidarsi senza capire la struttura geografica, storica e sociale». Il 20 gennaio ci sarà il primo step con la scrematura delle città in gara, poi a marzo ci sarà la decisione finale.
Parlando di cultura e Fondazione, il binomia è sinonimo di grandi mostre. «Nel 2025 abbiamo festeggiato i 20 anni – rimarca Brunelli, coordinatore delle grandi Mostre –. Le mostre riguardano anche il coinvolgimenti con le scuole, tra laboratori didattici, visite guidate. Abbiamo una collaborazione decennale con Media Friends che ogni anno tocca un tema sociale: nel 2026 sarà la violenza alle donne. C’è tutto il lavoro con l’associazionismo: ogni anno ci sono circa 70 eventi collegati alla grande mostra, che hanno contribuito a tenere in vita e sviluppare il mondo delle associazioni culturali e sociali. Al fianco di queste iniziative c’è la mostra in quanto tale: la prossima sarà sul Barocco. In questi vent’anni abbiamo inaugurato un nuovo modello di utilizzo dello spazio museale, non chiuso, ma aperto a eventi temporanei, modello nato a Forlì che oggi è seguito da altri. Sono nate le mostre fotografiche, arrivate al decimo anno. Quella di Letizia Battaglia ha avuto 4mila presenze negli ultimi giorni, siamo la terza mostra fotografica in Italia. Chiuderemo a oltre 30mila. E poi si sono generate iniziative come le mostre educative, inaugurate nel palazzo della Fondazione per i bambini, per educare allo sguardo di una foto e un’opera d’arte».
L’ex Eridania
Ultimo passaggio legato al futuro dell’ex Eridania. «I tempi sono lunghi – dice Gardini – perchè il progetto è molto complesso. Se la parte verso la periferia, è semplice perché c’è un’area verde e portarci la questura ha una sua logica, l’area classica dello zuccherificio, è molto grande e con grandissimi vincoli. Per metterci mano serve un progetto da decine di milioni di euro. Un’idea che avevamo era di dedicarlo ad attività olimpiche e paralimpiche: c’è ancora, all’epoca “Sport e salute” era disponibile ad accompagnarci alla definizione del progetto e delle risorse, oggi è cambiata la situazione».