Con il 35% dei decessi, le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nelle donne. Eppure ci sono ancora disuguaglianze nella diagnosi, nel trattamento e nella prevenzione delle malattie cardiache tra le cittadine.
Proprio per colmare questa disparità, nella sede dell’Associazione Cardiologica Forlivese, in piazza Ruffini, 6, a Forlì, è stato creato un ambulatorio di prevenzione cardiovascolare dedicato alle donne.
Un progetto, che gode del patrocinio del Comune di Forlì, realizzato dalla stessa realtà associativa con il supporto della Fondazione Cardiologica Myriam Zito Sacco, della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e di Fidapa Bpw Italy Sezione di Forlì e con la collaborazione dell’Ausl Romagna e Università di Bologna.
«Le donne sono sempre state viste con un cuore uguale a quello maschile poi, grazie alla ricerca, abbiamo capito che, invece, è molto diverso - spiega Carmine Pizzi, direttore dell’Unità operativa Cardiologia universitaria di Forlì -. È diverso anatomicamente e “parla” in modo diverso. Il dolore e i sintomi delle patologie cardiovascolari si differenziano da quelli degli uomini». Le donne forlivesi, di età superiore ai 40 anni che non hanno avuto manifestazioni cliniche di malattia cardiovascolare, insufficienza renale grave o diabete mellito con danno d’organo, potranno accedere all’ambulatorio su indicazione del medico di medicina generale senza prescrizione medica.
«Basterà chiamare e prenotare - spiega Marcello Galvani, presidente dell’associazione Cardiologica forlivese Odv -. La donna ha elementi di rischio peculiari. Con questo progetto abbiamo ravvisato la necessità di dare un contributo concreto al problema noto della disparità di genere nel trattamento della malattia cardiovascolare».
Nel caso in cui la donna risulti a rischio basso o moderato, verranno forniti consigli riguardanti un corretto stile di vita. In tutti gli altri casi la visita verrà completata dalla visualizzazione ultrasonografica a livello delle arterie carotidi della eventuale presenza di segni di aterosclerosi, il che consentirà di riclassificare il rischio verso livelli maggiori fornendo così al medico curante una valutazione clinica completa ed un indirizzo verso i provvedimenti terapeutici consigliati da mettere in atto. Nel caso in cui intervenga la necessità di un intervento nutrizionale specifico o di disassuefazione al fumo, verrà affidata ai servizi territoriali specifici dell’Ausl. Alle cittadine a rischio non-basso verrà proposto un successivo incontro, a distanza di circa un anno, per una rivalutazione completa del profilo di rischio. La visita è gratuita.