Via libera al progetto di ampliamento presentato dalla “Bucci F.lli e Figli - Società Agricola”. L’azienda, infatti, aveva avanzato al Comune un’istanza per l’approvazione del progetto di ammodernamento della propria sede in via dei Braccianti, a San Martino in Villafranca, richiedendo una variante agli strumenti urbanistici comunali vigenti.
In buona sostanza la progettazione edilizia prevede la demolizione e la successiva ricostruzione con ampliamento di uno dei capannoni esistenti adibiti ad allevamento zootecnico, per la precisione di suini. Un intervento che, secondo la documentazione e i sostenitori del progetto, punta dritto al miglioramento aziendale dell’attività agricola.
Il provvedimento è passato a larga maggioranza, ma non senza pesanti frizioni politiche. A votare contro sono stati, infatti, il Movimento 5 Stelle e la consigliera Loretta Poggi (Partito Democratico), rimasti gli unici a fare muro contro la delibera. La contestazione dei pentastellati si muove su due binari precisi: l’etica ambientale e la sicurezza del territorio. «Parlare di benessere animale in presenza di allevamenti intensivi è un eufemismo e un controsenso - attacca il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle -, dalla nascita alla macellazione questi animali non avranno un solo momento di gioia nella loro breve vita». E ancora: «Contrastiamo un modello di sviluppo, di consumo e di alimentazione che vede negli allevamenti intensivi un forte fattore di inquinamento ambientale accompagnato da un‘elevata emissione di co2, ossia quel gas serra che sta rendendo rovente ed insopportabile la nostra estate. Se vogliamo consegnare alle future generazioni un pianeta vivibile dobbiamo ripensare a molte cose, compresa una drastica riduzione degli allevamenti intensivi e pensare nel tempo ad un loro superamento».
Il secondo motivo del “no” è strettamente legato alla sicurezza del territorio forlivese, ancora ferito dagli eventi drammatici del 2023. L’allevamento sorge infatti a pochissima distanza dal fiume Montone, all’interno di una zona pienamente alluvionata e alluvionabile. «Abbiamo sentito ripetere tante volte che in certe aree non si deve più edificare e che non si possono insediare attività produttive a rischio - concludono i pentastellati-. Poi, quando si passa dalle parole ai fatti, scattano le deroghe e si diventa permissivi. Non abbiamo nulla contro l’economia locale, ma il lavoro va conciliato con la tutela ambientale. Solo così potremo far fronte a sfide climatiche che presenteranno conti sempre più salati».