Un’altra scuola per l’infanzia che chiude. La notizia della cessazione dell’attività della materna parrocchiale della Cava, sita in via Badia Tedalda n. 21, è stata resa nota ieri da don Davide Brighi nel corso della messa domenicale delle 11. Il motivo di fondo della decisione è sempre quello della crisi demografica e del calo di nascite, comune a tante altre attività similari, non solo forlivesi. «Per la nostra realtà - ha proseguito il parroco - è un colpo difficile da gestire, visto che per l’adeguamento sismico dei locali è stato aperto un mutuo abbastanza oneroso». Sorta una trentina di anni fa nell’alveo delle tante opere parrocchiali avviate a suo tempo da don Domenico Ghetti, parroco di Santa Maria Ausiliatrice dal 1975 al 2014, la materna della Cava era divenuta dal novembre 2025 sezione distaccata della scuola dell’infanzia paritaria “Maria Bambina” di Villanova, col nome di “Arca di Noè”. I nuovi gestori hanno accettato di farsi carico della struttura, su richiesta della parrocchia locale e di alcuni genitori, confidando nella fattibilità del progetto. «Con questa iniziativa, già partita a settembre con 16 piccoli iscritti - dichiarò all’epoca la coordinatrice della Materna di Villanova, Tania Valmori - confermiamo la nostra missione educativa: nutrire la meraviglia dei bambini e accompagnarli con professionalità e amore nel viaggio della crescita». L’Arca di Noè è stata impostata per favorire la crescita armoniosa dei bambini dai 3 ai 6 anni, «un luogo dove ogni gesto educativo è guidato da cura, competenza e passione». Tra l’altro era previsto che nella stessa struttura della materna potesse aprire anche un piccolo gruppo educativo per i minori dai 24 ai 36 mesi, in modo da dare gambe e futuro al progetto, che però non ha attecchito come sperato. Dietro alla dolorosa scelta di interrompere l’attività, oltre al calo demografico e al poco tempo a disposizione, ha pesato in modo decisivo un territorio già ricco di realtà similari, che non ha consentito agli operatori della paritaria di ampliare la base iniziale di utenti. Dieci dei sedici bimbi iscritti nel 2025, giunti a fine corso sono passati alle elementari, e con 6 piccoli rimasti non è più garantita la sostenibilità economica del servizio. Adesso la speranza del parroco è che si possa trovare qualcuno, privato, cooperativa o associazione di servizi, in grado di prendere in affitto e utilizzare in altro modo, ugualmente utile al territorio, i locali di via Tedalda.
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