Cosa fare in caso di alluvione, frane, terremoto o incendi boschivi? Lo spiega la campagna di comunicazione del Piano di Protezione civile che coinvolgerà il Comune di Forlì e i 14 Comuni dell’Unione dei Comuni della Romagna forlivese a partire da maggio.
Regole di autoprotezione che, in caso di eventi drammatici, possono fare la differenza per salvare la vita. Si chiama “Dalla pianura alla montagna-Un solo Piano, tante comunità più sicure” la strategia di comunicazione, che verrà divulgata anche attraverso i social, messa a punto dall’agenzia di comunicazione napoletana “Bucaneve”. «Il piano riguarda tanti comuni che hanno problematiche e criticità diverse – spiega Alessandro Mazza dell’agenzia Bucaneve –. L’obiettivo è quello di parlare di rischi ma declinarli in maniera semplice. La campagna trasformerà, dunque, i contenuti tecnici in una comunicazione chiara e multicanale».
Si svilupperà come una miniserie di quattro capitoli dedicati ai principali rischi del territorio condivisi da tutti i comuni: dagli allagamenti alle frane, dal rischio sismico agli incendi boschivi. Il piano editoriale prevede due momenti precisi: a maggio-giugno e ottobre-novembre. «Il progetto è una sfida perché è un argomento complesso – prosegue Mazza – ma speriamo che la campagna possa essere una sorta di apripista». «Questa è un’occasione per far capire alla cittadinanza come comportarsi nei casi di emergenza», sottolinea Francesco Tassinari, presidente dell’Unione della Romagna Forlivese. «Condivido la fondamentale importanza di fare informazione – ha aggiunto il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini –. I piani di protezione civile sono documenti che non sono sempre conosciuti dalla cittadinanza. In caso di emergenza, la vita e la morte la si decide nelle prime 24 ore ed è dunque indispensabile saper agire. In questo senso il piano di comunicazione è un fatto fondamentale da divulgare soprattutto tra i giovani attraverso le scuole perché poi, una volta a casa, portano consapevolezza nelle famiglie».
Non a caso da anni la Protezione civile fa incontri nelle scuole, dalle elementari alle superiori, incontrando dai 1.700 ai 2.500 ragazzi. «Ci siamo dovuti fermare per il Covid – spiega Marcello Arfelli, responsabile della Protezione Civile – ma siamo ripartiti e se il progetto andrà avanti 10 anni, raggiungeremo circa 180mila persone del comprensorio».