Forlì, al Centro donna in un anno 224 richieste di aiuto

Forlì
  • 15 maggio 2026

Il Centro Donna di Forlì chiude il 2025 con un dato che non lascia spazio all’ottimismo: le richieste di supporto per situazioni di maltrattamento sono aumentate ancora, raggiungendo quota 224, contro le 200 del 2024 e le 167 del 2023. Un incremento costante, che racconta di violenze consumate spesso tra le mura di casa, che non si può ignorare.

In totale le donne che si sono rivolte al servizio di via Tina Gori nell’ultimo anno sono state 373, un numero sostanzialmente stabile rispetto alle 371 del 2024, ma il dato che preoccupa di più è quello qualitativo: i casi sono sempre più complessi che richiedono interventi strutturati. Delle 224 donne che hanno chiesto supporto per situazioni di maltrattamento, 163 erano madri. I percorsi attivi di fuoriuscita dalla violenza sono stati 125, di cui 73 avviati nel 2025 e 52 già in carico dagli anni precedenti. Nel tempo c’è stato un incremento nel numero delle donne italiane che chiedono aiuto (234 quelle accolte nel 2024 in continuità con il dato dell’anno successivo mentre nel 2024 erano 171).

Nel 2025 le donne coniugate rappresentano il 46% degli accessi per maltrattamento, diventando il gruppo più numeroso e superando le donne nubili, che nel 2024 erano invece la categoria prevalente. Crescono anche le separate, dal 9% al 13,8%, un segnale che la violenza non si ferma con la fine della relazione, ma spesso si intensifica proprio in quella fase. Sul fronte delle tipologie di abuso, la violenza psicologica è di gran lunga la più diffusa, con 136 casi rilevati. Seguono la violenza fisica con 76 casi e quella economica con 71. Si registrano inoltre 19 casi di stalking e 15 di violenza sessuale.

Violenza non solo fisica

È la violenza psicologica, quella fatta di controllo, manipolazione, isolamento e svalutazione, la più difficile da riconoscere e da denunciare, eppure la più presente nelle storie raccolte dalle operatrici del Centro. In quasi tutti i casi l’autore della violenza era un uomo vicino alla vittima: il coniuge è responsabile di 77 casi, il convivente di 55, il fidanzato di 30, l’ex partner di 43. Nessun episodio è attribuibile a sconosciuti. La violenza di genere, i dati lo ribadiscono, si consuma dentro le mura domestiche. La fascia d’età più colpita nel 2025 è quella tra i 36 e i 45 anni, con 42 casi mentre nel 2024 il picco era tra i 25 e i 35 anni.

Sul fronte delle risorse, il Centro ha potuto contare su un finanziamento regionale di oltre 36.700 euro destinato a sostenere l’autonomia abitativa delle donne in uscita dalla violenza, con 21 progetti attivati. Un altro contributo di circa 22.700 euro ha finanziato percorsi di supporto psicologico. Sul versante del reddito di libertà, il sussidio mensile di 500 euro riconosciuto dall’Inps, nel 2025 ha permesso di rispondere a 63 domande totale, per un importo complessivo erogato di 378.000 euro. Ben 17 delle 28 nuove domande presentate nell’anno, sono però rimaste senza risposta per insufficienza di fondi. Il servizio di supporto psicologico ha registrato 484 colloqui individuali, con 151 donne viste nel corso dell’anno, di cui 87 nuove. Le consulenze legali, offerte gratuitamente da cinque avvocatesse volontarie, sono state 74. Alla Casa Rifugio, gestita direttamente dal Comune, i posti letto sono stati occupati per tutto l’anno, tanto che in diversi casi si è dovuto ricorrere a soluzioni alberghiere o ad assegnazioni straordinarie di alloggi pubblici. «Anche nel 2025 – afferma l’assessore Andrea Cintorino – il Centro Donna ha dimostrato, attraverso l’offerta e la capillarità dei suoi servizi, di rappresentare un punto di riferimento forte e concreto per tutte le donne vittime di violenza. Attraverso l’impegno, la discrezionalità e la professionalità di una nutrita équipe di operatori, in questi anni abbiamo rafforzato la nostra presenza sul territorio e diversificato le attività di prevenzione, sostegno nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, consulenza e supporto psicologico nei confronti delle tante, ancora troppe, donne maltrattate. Nel corso degli anni, il Centro è diventato un presidio essenziale per il territorio forlivese, dando risposte concrete e strumenti di protezione a chi è vittima di violenza».

x

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui