Forlì, al Cau 63 accessi al giorno: al Pronto soccorso calo del 13,8 per cento

Forlì
  • 28 novembre 2025

Una media di 63 accessi al giorno, con l’80% di dimissioni a domicilio e tempi di attesa pari in media a 1 ora e 23 minuti dal triage alla presa in carico. Sono i dati del Cau (Centro di assistenza e urgenza) di Forlì che hanno un’incidenza anche sull’attività del Pronto soccorso dell’ospedale “Morgagni Pierantoni” dove rispetto al 2024 si contano 2.427 accessi in meno, pari a –13,8%, equivalenti a circa 14 accessi giornalieri in meno, con una riduzione complessiva dei tempi di attesa di oltre un’ora e mezza per i codici a bassa complessità, il tempo tra triage e visita passa da 3 ore e 48 minuti nel 2023 a 2 ore e 51 minuti nel 2025, con una diminuzione di 57 minuti. E’ quanto emerso dell’iniziativa pubblica promossa dalla consigliera regionale Valentina Ancarani (Partito democratico), dal titolo “La salute al centro-Come evolve la medicina territoriale nel contesto regionale e locale”, che si svolta nella sala Donati e alla quale hanno partecipato Francesco Sintoni, direttore Distretto Sanitario e presidio ospedaliero di Forlì, Giuseppe Benati, direttore Dipartimento Cure primarie e Medicina di comunità; Silvia Mazzini, dirigente Professioni sanitarie del Dipartimento Cure Primarie, e Antonella Liverani, dirigente Struttura semplice interdipartimentale Psicologia della salute e comunità Forlì-Cesena. La riforma della medicina territoriale e l’evoluzione dei servizi di prossimità sono stati al centro dell’iniziativa.

Nel confronto è emerso come il Dm77/22 stia ridisegnando il modello organizzativo della sanità territoriale, attraverso il potenziamento delle Case di comunità, degli Ospedali di comunità, dei Centri di assistenza urgenza (Cau), delle Cot, e con l’introduzione di figure chiave come gli infermieri di famiglia e comunità.

«Si tratta di una trasformazione profonda – ha spiegato Ancarani – che porta i servizi vicino alle persone, rafforza la presa in carico delle fragilità e costruisce percorsi più vicini ai bisogni reali delle comunità. Il nostro obiettivo è rendere più semplice e accessibile la risposta sanitaria quotidiana dei cittadini».

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