Forlì, ai Cappuccinini il doposcuola è multietnico

Forlì

Ai Cappuccinini, storica comunità ecclesiale forlivese che da maggio è unita pastoralmente alla vicina San Paolo nella nuova parrocchia di San Giovanni Paolo II, è viva la soddisfazione per gli ottimi risultati del locale doposcuola multietnico. Condotto dal settembre 2025 a fine maggio 2026 nei locali dell’oratorio Don Bosco, in via Ridolfi, ha visto la partecipazione di circa 60 ragazzi di elementari e medie, tutti stranieri e di 15 nazionalità diverse, la maggior parte dei quali nata in Italia. I pomeriggi operativi sono stati il lunedì, il martedì e il venerdì, dalle 15 alle 17. Oltre che assistere nello svolgimento dei compiti i minori, tutti provenienti dalla zona dei Portici (area ex Mangelli), ma anche da viale Matteotti e via Manzoni, la parrocchia si è fatta carico delle situazioni di ristrettezza economica delle famiglie, segnalando i casi più difficili. La coordinatrice del progetto multietnico e dei maestri volontari è Simona Gattamorta. Nei giorni scorsi, sempre ai Cappuccinini si è tenuta la festa dei popoli e di fine doposcuola. «Il salone e il campetto dell’oratorio - racconta Daniele Zattini a nome della ventina di insegnanti che si sono prodigati a turno a fianco degli alunni - si sono riempiti di una gioia così contagiosa, che per l’occasione si sono aggiunti diversi loro amici e compagni di classe. Il momento più bello? Sentire molti di questi ‘ospiti’ esclamare entusiasti che il prossimo anno si iscriveranno anche loro al doposcuola, attirati non solo dalla promessa di un aiuto nello studio, ma dal forte senso di comunità e accoglienza che si respira tra queste mura». Il doposcuola non è semplicemente un luogo dove si aprono i libri, ma uno spazio in cui le differenze culturali si trasformano in ricchezza e dove i quaderni diventano il terreno comune per far nascere amicizie sincere e durature. «Giorno dopo giorno - continua l’educatore, ex docente del Centro di formazione salesiana Cnos-Fap e diacono permanente - questi bambini hanno dimostrato che la solidarietà e l’affetto non parlano una lingua sola, ma quella universale del sorriso». Il doposcuola all’oratorio Don Bosco si è rivelato un servizio fondamentale di supporto didattico alle famiglie, ma anche e soprattutto un laboratorio di inclusione sociale e un porto sicuro dove nessun bambino viene lasciato indietro. «La condivisione – conclude Zattini - è stata la protagonista anche della tavolata finale: le mamme dei bimbi, provenienti da tantissimi paesi diversi, hanno infatti portato un’infinità di specialità da mangiare, una più buona dell’altra, dando vita a una grande, coloratissima e partecipata merenda multietnica». Appuntamento a settembre per un nuovo anno di compiti, giochi e amicizia senza confini.

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