Forlì, affitti agevolati: accordo che fa discutere

Forlì
  • 05 aprile 2026

L’accordo territoriale riguardante i canoni per contratti di locazione agevolati, firmato da alcune associazioni di proprietari immobiliari ed inquilini, è finito nel mirino di Confedilizia che ha alzato le barricate: sottoscritto da associazioni non legittimate, procedura non rispettata, associazioni storiche escluse.

Una contestazione, con tanto di comunicazione all’Agenzia delle Entrate oltre che al Comune, per chiederne il blocco immediato. Il Comune, dal canto suo, tende a ridimensionare: l’accordo è stato solo ricevuto e le verifiche sulla sua legittimità inizieranno subito dopo le festività pasquali. La notizia risale a martedì scorso quando, attraverso una nota stampa, si comunicava la firma del documento da parte delle associazioni degli inquilini Assocasa e Feder.casa-Confsal, insieme alle organizzazioni della proprietà edilizia Confappi, Confabitare e Unioncasa. Un accordo che, secondo Confedilizia, non sarebbe né legittimo né efficace chiedendo che non venga applicato. «Subito dopo che la settimana scorsa era apparsa sul profilo social di una delle associazioni la fotografia della prima pagina di tale secondo accordo – spiega il presidente di Confedilizia di Forlì Cesena, Stefano Senzani – abbiamo fatto seguire una serie di interlocuzioni con gli altri rappresentanti locali delle associazioni che hanno sottoscritto l’accordo 2017 (l’unico che per Confedilizia sarebbe vigente, ndr), per i proprietari Confedilizia Forlì Cesena ed Asppi, per gli inquilini Sunia, Sicet ed Uniat, oltre ad Ance, ed è emersa la completa estraneità di queste ultime a tale recente iniziativa».

Il nodo è tecnico ma dirimente. «Gli accordi territoriali – precisa Senzani – vengono stipulati dalle associazioni maggiormente rappresentative di proprietari ed inquilini a seguito di convocazione da parte del Comune per effetto di specifico decreto ministeriale». L’ultimo decreto ministeriale risalirebbe, appunto, al 2017 al quale è seguito, nel giro di pochi mesi, l’accordo territoriale. «In assenza di un ulteriore decreto, che in effetti il Governo non ha emesso – prosegue Senzani –, i Comuni non possono convocare di propria iniziativa le associazioni per la stipula di un accordo. In questo caso sarebbe dunque gravissimo che il Comune di Forlì avesse dato corso ad una convocazione del genere, per giunta diretta soltanto a quelle associazioni che hanno sottoscritto quel “secondo” accordo. Se quelle associazioni hanno perfezionato tale loro accordo in assenza di convocazione da parte del Comune, a maggior ragione, tale loro accordo non risulta legittimo ed efficace. D’altra parte, due accordi nel medesimo territorio creano evidente confusione, disorientamento per i cittadini e non favoriscono certo la soluzione dell’emergenza abitativa, ma la ostacolano». Lo stesso Comune, così come emerso anche nel corso del consiglio comunale di martedì scorso durante il quale è stato toccato il tema alloggi, aveva già comunicato che aveva semplicemente ricevuto il documento e dunque non ha avuto in alcun modo alcun ruolo.

«Il documento – conferma l’assessora Angelica Sansavini – è arrivato via pec lunedì mattina. È stato dunque solo depositato e gli uffici competenti, subito dopo Pasqua, faranno le debite verifiche sulla legittimità e la possibilità di accoglienza delle parti. Non abbiamo chiamato nessuno, ma se i cittadini presentano qualsiasi proposta, il Comune deve prenderne atto facendo poi le opportune verifiche come avverrà anche in questo caso specifico».

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