Nuova bufera sulla gestione della rete scolastica forlivese. La Flc Cgil di Forlì-Cesena ha espresso una ferma e netta contrarietà rispetto alle ultime dichiarazioni dell’assessora all’Istruzione del Comune di Forlì, martedì durante la seduta della commissione consiliare, in merito all’ipotesi di nuovi accorpamenti tra gli istituti comprensivi della città.
Inaccettabile
Il sindacato definisce «inaccettabile» l’idea stessa di rimettere mano alla rete scolastica cittadina, specialmente a pochi mesi dal contestato accorpamento tra l’Ic4 e l’Ic9. Una fusione che la Flc Cgil ricorda essere stata «imposta dall’alto, senza un confronto reale con le lavoratrici e i lavoratori, e che ha generato istituti sovradimensionati, pesanti difficoltà organizzative e un impoverimento generale dell’offerta formativa». «Lo ripetiamo con chiarezza: nessun istituto comprensivo di Forlì dovrà più essere toccato», scandisce il sindacato guidato dal segretario generale Alexander Fiorentini.
La decisione
La nota sindacale punta il dito contro un metodo decisionale giudicato autoreferenziale, già denunciato lo scorso gennaio in occasione del dimensionamento scolastico regionale. Nonostante le ripetute richieste unitarie di chiarimenti su criteri, tempistiche e perimetri degli interventi, le organizzazioni sindacali affermano di essere state sistematicamente ignorate. «Si ragiona su ulteriori tagli all’autonomia scolastica forlivese come se la scuola fosse una mera variabile di bilancio», accusa Fiorentini, sottolineando come docenti, personale Ata e collaboratori scolastici vengano privati del diritto di essere ascoltati prima che le decisioni vengano prese. Per la Flc Cgil, la qualità dei servizi educativi e le condizioni di lavoro del personale richiedono un confronto preventivo e non comunicazioni a cose fatte.
Pronti alla mobilitazione
Il sindacato lancia quindi un duro avvertimento all’amministrazione comunale, annunciando vigilanza stretta e la disponibilità ad attivare ogni forma di mobilitazione per difendere la scuola pubblica. Al Comune viene chiesto un passo indietro immediato: fermare i piani di ridimensionamento e aprire un tavolo di confronto serio per trattare l’istruzione come un investimento da tutelare e non come una spesa da tagliare.