Il sistema carcerario dell’Emilia-Romagna è al collasso, segnato da mille reclusi oltre la capienza regolamentare e da un deficit del 19% nell’organico della Polizia penitenziaria, che a Forlì tocca il picco del 30%. I dati drammatici del 2025, presentati dal Garante regionale Roberto Cavalieri alla commissione Parità, fotografano una realtà segnata da 3 suicidi, 1.322 casi di autolesionismo e un diffuso abuso di psicofarmaci. A peggiorare le cose ci sono strutture obsolete e la carenza di percorsi di reinserimento esterno, aggravata dalla difficoltà per i detenuti di trovare casa e lavoro. Perfino i progetti di ampliamento sollevano critiche, come a Ferrara, dove il nuovo padiglione sacrificherà le aree destinate all’agricoltura e al recupero dei ristretti.
In questo difficile contesto, il Garante ha gestito 220 richieste di intervento, concentrate soprattutto su sanità, trasferimenti e condizioni detentive. Oltre alle visite nei penitenziari, la novità dell’anno è stato il monitoraggio di tutte le 142 camere di sicurezza dislocate in regione tra le varie forze dell’ordine, riscontrando una gestione complessivamente conforme alle norme.
Se la relazione ha incassato il ringraziamento unanime dei partiti per il lavoro svolto, l’aula si è spaccata sulle responsabilità della crisi. Il centrosinistra ha accusato il Governo per i ritardi sulle assunzioni degli agenti e la mancanza di pene alternative, mentre il centrodestra ha sollecitato la Regione a intervenire subito sulle carenze della sanità interna alle carceri, che è di competenza locale.