Forlì, morti sospette in ambulanza: oggi Spada dal giudice. Minacce di morte alla compagna e al figlioletto

Forlì

Minacce di morte alla compagna e al figlio di Luca Spada. Numerose e gravi, tanto da costringere la donna a rivolgersi a un legale per annunciare possibile querele a chi attraverso social network e telefono vomita parole terribili verso un bambino di pochi mesi e la madre. L’altra faccia della medaglia della vicenda del 27enne autista soccorritore della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro accusato di omicidio pluriaggravato per le morti sospette in ambulanza, finito in manette per la morte dell’85enne Deanna Mambelli del 25 novembre scorso. Minacce arrivate dopo l’uscita delle intercettazioni telefoniche nelle quali compare anche la donna che, in una conversazione con il 27enne, dice “Stai facendo secco un altro vecchio?”. Frase minimizzata a colloquio confidenziale tra due compagni, magari poco elegante e cinico.

«Soprattutto nelle ultime 24 ore, la compagna di Spada, del tutto estranea alla vicenda giudiziaria, è stata fatta oggetto di una grave escalation di atti intimidatori - spiega il suo avvocato di fiducia Daniele Mezzacapo -, consistiti in messaggi minatori e telefonate presso la propria attività lavorativa, con minacce esplicite rivolte sia alla sua persona sia al figlio minore, di appena un anno di età. Tra i messaggi ricevuti, uno in particolare, inviato tramite profilo Instagram al profilo della signora, riporta testualmente la seguente espressione: “farò la stessa cosa che avete fatto voi a tuo figlio”. Si tratta di parole di eccezionale gravità, tanto più perché rivolte a una madre e riferite a un bambino in tenerissima età. Numerosi altri messaggi, parimenti rivolti al minore hanno un contenuto particolarmente aggressivo e allarmante, tale da destare seria preoccupazione. Si tratta di condotte intollerabili sotto il profilo umano e giuridico che, per contenuto, modalità e reiterazione, appaiono idonee a integrare, a seconda dei casi, fattispecie penalmente rilevanti, tra cui minaccia, molestia, diffamazione e, ove ne ricorrano i presupposti, atti persecutori».

Da qui la decisione della compagna di Spada di rivolgersi a un legale «affinché venga assicurata ogni più opportuna tutela nelle sedi competenti - prosegue Mezzacapo -. Si rende noto che, a decorrere dalla data odierna, ogni comunicazione, messaggio, contenuto digitale o contatto telefonico avente carattere minatorio o intimidatorio verrà debitamente acquisito, conservato e documentato ai fini probatori. Si invita, altresì, chiunque abbia già diffuso, pubblicato o trasmesso contenuti offensivi, diffamatori o minatori a provvedere senza indugio alla loro immediata rimozione e cancellazione, con espresso avvertimento che tali condotte saranno oggetto di valutazione ai fini dell’esercizio delle azioni di tutela. Adiremo senza indugio l’autorità giudiziaria competente, sia in sede penale sia in sede civile, al fine di perseguire i responsabili di tali condotte e ottenere ogni forma di tutela prevista dall’ordinamento».

Sul fronte di Luca Spada, oggi alle 15 in tribunale è previsto l’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale il 27enne, difeso dagli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi potrà rispondere alle domande di giudice e pm oppure avvalersi della facoltà di non rispondere.

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