L’ultima speranza per Daniele Severi. Oggi la Cassazione dovrà mettere la parola fine sulla morte di Franco Severi, il 53enne trovato decapitato il 22 giugno 2022 nel podere di Monte di Sotto a Seggio di Civitella. Ad un anno esatto dalla sentenza di appello che ha confermato l’ergastolo del primo grado, Daniele, 66enne ex autista-soccorritore del 118, sarà di nuovo davanti ai giudici. A rappresentarlo sarà la sua legale della prima ora, Maria Antonietta Corsetti, affiancata dall’avvocato Alessandro Diddi di Roma. Non ci sarà Marco Martines, che lo aveva difeso in appello, mentre in primo grado era stato assistito da Massimiliano Pompignoli. I legali dell’imputato, già dopo la sentenza di secondo grado, avevano manifestato l’intenzione di ricorrere in Cassazione, una volta lette le motivazioni del giudice Domenico Stigliano, convinti dell’innocenza di Daniele. Probabilmente il processo davanti agli ermellini si terrà in un’unica udienza. A difendere le parti civili - gli altri fratelli e sorelle della famiglia Severi, segnata da questa tragedia - saranno gli avvocati Max Starni e Massimo Mambelli.
Nei due gradi di giudizio, Daniele Severi è stato riconosciuto colpevole di omicidio e di occultamento di cadavere, per quella testa tagliata del povero Franco e mai ritrovata. «È colpevole oltre ogni ragionevole dubbio - aveva detto in appello il sostituto procuratore generale Rossella Poggioli -. Daniele Severi ha dimostrato odio profondo, non ha mai palesato dopo il fatto nessuna pietà. Il movente è economico: per il podere di famiglia. Franco rappresentava un ostacolo, visto che viveva lì». Un processo nel quale due sono stati gli elementi ritenuti decisivi: i guanti trovati nella Fiat Panda di Severi, nascosti in un vano anteriore, dove sono state evidenziate macchie di sangue della vittima e le tracce rinvenute sulle scarpe indossate da Daniele, sequestrate sei giorni dopo l’omicidio. Tutte prove contro le quali Severi si è sempre battuto: per i guanti ha sostenuto che fossero stati gli investigatori a metterli nella sua auto, mentre per le scarpe ha prima ipotizzato un “intervento” dei carabinieri per macchiarle, poi ha parlato di sangue “vecchio” dovuto a una lite precedente. Oggi per lui a Roma si terrà l’ultimo round.