FORLI’. Electrolux deve subito ritirare il piano che prevede circa 400 esuberi a Forlì. Poi si può iniziare a discutere di azioni a sostegno dell’azienda. Lo dice a chiare lettere il presidente dell’Emilia-Romagna Michgele de Pascale che oggi ha incontrato i dipendenti. «L’altro ieri», ha spiegato il governatore, «il Ministro Urso ha riunito tutte le Regioni interessate e le Regioni si presenteranno a questo tavolo con una voce molto chiara che oggi abbiamo condiviso con le organizzazioni sindacali, con gli enti locali, con i lavoratori e le lavoratrici. Per noi questo piano è da rigettare e basta. Non c’è la possibilità di intavolare una trattativa. In questo momento non si possono ricercare soluzioni con chi non le vuole trovare perché la scelta di Electrolux non è la scelta di rilanciare o di anche proporre un periodo di crisi al fine di recuperare produttività, la scelta di Electrolux è di abbandonare l’Italia, è una scelta molto chiara»...
«Questa è una prima fase ed è anche abbastanza dichiarato che è solo una prima fase», aggiunge de Pascale... «Questo taglio anche sullo stabilimento di Forlì sarebbe solo una prima fase di un taglio ben più rilevante che porterebbe alla chiusura complessiva del sito. Electrolux ragiona fuori dall’Italia, pensa a interessi che non sono gli interessi dell’industria e dei lavoratori italiani. E l’Italia a questo si deve opporre con forza e con determinazione, quindi abbiamo condiviso questo col ministro Urso. Io mi aspetto che la linea emersa dalle regioni sarà quella che verrà portata anche dal governo italiano al tavolo del 25, da quel che ho recepito e anche la linea delle organizzazioni sindacali. La discussione va fatta in due parti. C’è una prima fase in cui si ritira il piano ed Electrolux ci deve dire se vuole rimanere in Italia... E noi pretendiamo che voglia rimanere in Italia e pretendiamo anche ovviamente che ci siano tutte le azioni possibili anche da parte del nostro Paese, di ingresso nel capitale, di valutazioni diverse... Non escludiamo nulla da questo punto di vista per il mantenimento in Italia. Detto questo, se c’è questa volontà e viene ritirato il piano, poi si inizia a discutere delle soluzioni, soluzioni di carattere europeo... la manifattura europea subisce l’ingresso in massa di prodotti cinesi, a maggior ragione dopo i dazi di Trump... Si discute di politiche industriali italiane, anche ovviamente gli enti territoriali sono disposti a fare la propria parte, ma tutta questa discussione può iniziare un minuto dopo che Electrolux ritira il piano e se non lo ritira tutto il territorio, uso una parola forte, è pronto al conflitto, perché davanti alla voglia di discutere, questo è un territorio che discute, davanti all’arroganza e a un provvedimento di una violenza tale, questo è un territorio che è anche pronto a battersi con tutti gli strumenti che la legge consente».