BOLOGNA. Il piano di Electrolux “è inaccettabile”. Ma “sappiamo come fare”. Dispensa ottimismo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, oggi a Bologna per partecipazione alla manifestazione R2I in Fiera. “Noi faremo la nostra parte con assoluta determinazione, perché il piano presentato dall’azienda è inaccettabile”, assicura Urso, che cita in particolare il precedente di Whirlpool-Beko. “Con la stessa determinazione- afferma il ministro- affronteremo con i sindacati e le Regioni l’azienda e sono certo che riusciremo a salvaguardare, per quanto possibile, il contesto è sfidante, e lo dimostra la chiusura che l’azienda ha già fatto di altri stabilimenti in Europa, i lavoratori e gli stabilimenti”. Il tavolo di crisi al ministero è convocato per il prossimo 25 maggio. “Speriamo sia l’ennesima crisi che risolviamo”, afferma il ministro, ricordando che all’arrivo del Governo Meloni “c’erano oltre 50 tavoli di crisi con circa 80.000 lavoratori a rischio. Ne abbiamo risolte oltre 40, oggi i tavoli di crisi sono ridotti e molte crisi, anche storiche, hanno trovato soluzione. Abbiamo sempre tutelato i lavoratori e anche gli stabilimenti produttivi. Abbiamo risolto crisi che sembravano impossibili. Abbiamo qualche capacità dimostrata sul campo nell’affrontare le crisi”. Il caso Whirlpool-Beko, in particolare, “lo abbiamo risolto tutelando i lavoratori e anche tutti i siti produttivi- ricorda Urso- mentre la stessa azienda chiudeva ovunque in Europa. Quell’accordo emblematico è stato poi sottoscritto dai sindacati a il referendum nelle fabbriche ha ottenuto sostanzialmente un plebiscito. Quindi sappiamo come fare. Siamo ottimisti, siamo tranquilli”, garantisce il ministro.
La crisi Electrolux è legata anche “alle scelte perverse e ideologiche del Green Deal”. Parola del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che commenta così la vertenza questa mattina a Bologna partecipando in Fiera alla manifestazione R2I. Prima dell’apertura della crisi in Italia, che interessa circa 1.700 lavoratori in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche, “l’azienda ha già chiuso uno stabilimento in Ungheria e uno stabilimento negli Stati Uniti- ricorda Urso- e attraversa una crisi che è dovuta anche alle scelte perverse e ideologiche del Green Deal, che hanno esposto il mercato e la produzione europea alla concorrenza selvaggia e sleale della Cina. Possiamo dirlo?”. Per questo, rivendica il ministro, come Governo Meloni “siamo in Europa a tutela delle imprese del lavoro europeo, in una revisione radicale delle regole del Green Deal, e per ottenere misure di salvaguardia dalla concorrenza sleale, come recentemente abbiamo ottenuto per il settore dell’acciaio”. Per questo, sottolinea Urso, “il tema dell’elettrodomestico l’ho posto ai commissari competenti, perché ritengo che anche questo settore sia strategico, a cui l’Europa non può rinunciare. E da sola l’Italia non può fronteggiare un fenomeno che è globale e che purtroppo deriva anche dalle regole europee che lasciano campo libero alla concorrenza sleale”.