Crisi Electrolux, i sindacati non ci stanno e continueranno a dare battaglia. “Si accende lo scontro sindacale e istituzionale - si legge in una nota delle Rsu - attorno allo stabilimento Electrolux di Forlì. A sole 24 ore dal tavolo tenutosi a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), durante il quale la multinazionale ha confermato oltre 300 licenziamenti per il sito forlivese, la direzione aziendale ha presentato oggi in sede locale richieste che i rappresentanti dei lavoratori definiscono “paradossali e inaccettabili”. Nel corso dell’incontro odierno tra la Direzione Aziendale e la RSU (Fiom, Uilm, Uglm), l’azienda ha infatti comunicato l’avvio del doppio turno di lavoro (6-14 / 14-22) a partire dal prossimo 9 giugno nel reparto piani (L.45), reparto che l’azienda vuole dismettere, motivando la scelta con la necessità di recuperare i volumi produttivi persi negli ultimi due mesi a causa del fallimento di un fornitore esterno (Bipres). Allo stesso tempo, la direzione ha respinto categoricamente la richiesta sindacale di coprire la giornata del 1° giugno con un PAR collettivo (ponte), dichiarando che i margini sulle vendite non permettono la chiusura dello stabilimento. Nel contempo l’azienda respinge illegittimamente le richieste di Ferie e permessi individuali 2026 maturati dai lavoratori”.
“Siamo di fronte a un cortocircuito comunicativo e gestionale inaccettabile - dichiarano Cinzia Colaprico e Loretta Sabattini delegate Rsu - lunedì a Roma l’azienda ha dipinto uno scenario di crisi strutturale per giustificare 300 licenziamenti, e martedì a Forlì dice a noi lavoratori che non possiamo fare il ponte del 1° giugno e che dobbiamo raddoppiare i turni perché bisogna produrre a pieno ritmo. È una narrazione schizofrenica che scarica sulle spalle e sui tempi di vita dei lavoratori le colpe di una cattiva gestione della catena di fornitura da parte del management”.
Conclude la nota: “Come delegati Rsu e lavoratrici e lavoratori dell’Electrolux di Forlì ribadiamo la totale contrarietà a una gestione che unisce la massima rigidità interna alla drammatica incertezza sul futuro occupazionale. Nei prossimi giorni verranno valutate tutte le iniziative di mobilitazione necessarie a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori”.