Club House Italia, scontro totale dei sindacati sui licenziamenti

Forlì
  • 06 luglio 2026

Tensione altissima sul futuro occupazionale dei lavoratori di Club House Italia (Luxury Living Group). La procedura di licenziamento collettivo, avviata lo scorso 13 maggio, si è trasformata in un terreno di scontro frontale non solo tra azienda e sindacati, ma all’interno delle stesse rappresentanze dei lavoratori. Da un lato Cgil e Cisl denunciano con forza la firma di un’ipotesi di accordo che definiscono senza mezzi termini un “ricatto occupazionale”. Dall’altro Uil e Ugl rivendicano l’intesa.

Le sigle Cgil e Cisl contestano duramente sia il metodo che il merito dell’accordo, firmata - secondo la loro ricostruzione -il 52° giorno della procedura, in un giorno di chiusura aziendale e al di fuori della fase sindacale conclusasi il 27 giugno. Il tutto mentre le parti sono in attesa della convocazione ufficiale al Ministero. «Siamo di fronte a una forzatura che rischia di svuotare di significato la fase istituzionale», attaccano i sindacati.

Il punto più critico dell’accordo, secondo le due organizzazioni sindacali, risiede nella clausola di condizionalità collettiva: il riconoscimento degli incentivi all’esodo e delle ricollocazioni sarebbe subordinato all’accettazione del licenziamento da parte di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. «Se anche una sola persona decidesse di non firmare, nessuno avrebbe diritto agli incentivi e l’azienda potrebbe procedere con i licenziamenti forzati alla scadenza della procedura – spiegano Cgil e Cisl preoccupate del fatto che ci sarebbe già un lavoratore non disposto ad accettare –. Non è una libera scelta, ma una fortissima pressione collettiva che mette i lavoratori contro i loro stessi colleghi».

In sostanza, per Uil e Ugl il pilastro dell’intesa, è l’introduzione del principio della volontarietà, che va a sostituire i licenziamenti coatti inizialmente previsti dall’azienda per le funzioni in esubero. «Il documento riguarda il personale non dirigente interessato dalla procedura di licenziamento collettivo ed è orientato a privilegiare soluzioni volontarie e socialmente sostenibili – dicono Uil e Ugl –. Per i lavoratori che decideranno di aderire, sarà previsto un incentivo all’esodo pari a 15 mensilità (Ral diviso 12 per 15 mensilità) e a un importo transattivo di 500 euro lordi, subordinati alla sottoscrizione di un verbale di conciliazione. Nel documento trovano spazio anche le misure alternative al licenziamento: Club House Italia metterà infatti a disposizione opportunità di ricollocazione interna per alcune posizioni aziendali, oltre ad agevolare l’eventuale trasferimento di personale verso società del Gruppo Luxury Living Group mediante cessione del contratto di lavoro, nel rispetto delle condizioni concordate tra le parti». Uil e Ugl avvisano: «La candidatura all’adesione dovrà avvenire entro il 20 luglio 2026 mediante una dichiarazione di non opposizione al licenziamento, nel caso delle funzioni inizialmente definite in esubero, e/oppure come candidatura volontaria da parte di dipendenti non inizialmente ricompresi tra gli esuberi, purché compatibili con le esigenze organizzative e produttive. L’ipotesi di accordo, e quanto in essa contenuto, rimane legata al raggiungimento del numero di uscite richieste dalla procedura».

Sulla questione, però, viene sollevata anche una questione di legittimità della firma. «L’Rsu Cgil non ha firmato, così come non ha firmato la totalità della Uil – contesta la Cgil –. Inoltre, una Rsu eletta a Forlì nel comparto legno non può decidere per i lavoratori di Milano e Monza o per il personale del comparto commercio».

La frattura, quindi, è ormai evidente. Lunedì alle 11 le organizzazioni sindacali del settore di Cgil e Cisl hanno indetto un presidio di protesta in piazza Morgagni a Forlì, davanti alla sede della Provincia. L’obiettivo è portare la voce dei lavoratori direttamente al tavolo istituzionale con i rappresentanti provinciali e regionali, convocato per le 12, dove si cercherà di fare chiarezza sulla validità di un accordo che ha spaccato il fronte sindacale.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui