Il conflitto in Iran sta facendo schizzare alle stelle i prezzi dei carburanti. E la Cna-Fita della provincia di Forlì-Cesena chiede con urgenza un credito d’imposta straordinario. L’ondata di rincari, argomenta il presidente Paolo Andreini, mette a rischio la tenuta di migliaia di imprese dell’autotrasporto e la stabilità delle catene di approvvigionamento. L’aumento dei prezzi alla pompa in appena quattro giorni si traduce, secondo le stime di Cna Fita, in un aggravio di oltre 2.400 euro l’anno per un mezzo pesante che percorre 100.000 chilometri. E se le tensioni dovessero continuare, si stima un ulteriore rincaro del 25% per altri 13.000 euro di spesa extra l’anno. Serve dunque, spiega il presidente, “un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa, esteso a gasolio, Adblue e gas per autotrazione”.
Le risorse, aggiunge, possono arrivare dall’extragettito Iva, che “va immediatamente redistribuito per calmierare i prezzi alla pompa”. Senza dimenticare che “non è accettabile osservare rincari alla pompa su scorte di carburante acquistate e raffinate mesi addietro”.
Per le imprese con mezzi sopra i 75 quintali e con veicoli che rispettano le ultime classi ambientali, conclude Andreini, il rimborso delle accise diventa “sempre più vitale” ma viene chiesto trimestralmente e incassato mesi dopo. Per cui se il prezzo sale di 20 centesimi, su 100.000 chilometri l’impresa deve “prestare allo Stato circa 6.000 euro in più all’anno per ogni camion”, in attesa che il credito venga compensato. Per questo Cna-Fita richiede da anni la compensazione automatica al momento della presentazione della richiesta di rimborso.