Bertinoro, interpellanza sulla pericolosità della Sp65

Forlì
  • 04 febbraio 2026

Un rettilineo di un chilometro e mezzo che si trasforma in una pista da alta velocità, proprio nella frazione di Bracciano. La denuncia arriva da Marco Catalano, consigliere provinciale in quota Lega, il quale ha depositato all’Ente un’interpellanza urgente per accendere i riflettori sulla pericolosità della strada provinciale 65, nota come via Cerbiano.

Non una strada secondaria qualunque. Rappresenta lo snodo cruciale per chi, dal Cesenate e dalla zona del Savio, vuole raggiungere Bertinoro, Forlimpopoli, Meldola o Forlì evitando l’imbuto della via Emilia. Un flusso che si fa critico nelle ore di punta: dalle 7.30 alle 9 e nel tardo pomeriggio, quando i lavoratori del forese la utilizzano come scorciatoia strategica. Tuttavia, proprio questa funzione di “valvola di sfogo” ha generato problemi.

Il tratto di circa 1.500 metri che va dal ristorante “Caminetto” fino all’intersezione con la Sp83 per Collinello è diventato un incubo per i residenti. Il cuore della protesta di Catalano riguarda la sicurezza percepita rispetto a quella reale. Nonostante il limite fissato a 50 km/h, i mezzi transitano regolarmente con picchi che superano i 100 km/h. «La strada presenta due colonnine autovelox che risultano verosimilmente non attive» sottolinea il consigliere. Strumenti definiti «impaurenti» ma del tutto inefficaci contro chi conosce bene il territorio e sa di poter premere sull’acceleratore senza conseguenze legali, ma con rischi umani altissimi. La zona è purtroppo già nota alle cronache per incidenti gravissimi e mortali. Il paradosso è che su quel rettilineo sorge l’abitato di Bracciano: un tessuto fatto di case monofamiliari, condomini e attività ristorative dove la mobilità dolce è un miraggio. «C’è una quasi totale inesistenza di marciapiedi o percorsi dedicati ai pedoni», rimarca l’avvocato.

L’interpellanza chiede alla Provincia di Forlì-Cesena un intervento strutturale immediato, non solo sanzioni per gli automobilisti indisciplinati. Due le direttrici principali: l’installazione di autovelox realmente operativi e dossi rallentatori per costringere i veicoli a rispettare i limiti, e la creazione di camminatoi o marciapiedi idonei che permettano ai cittadini di Bracciano di uscire di casa senza rischiare la vita. «Tali necessità – conclude Catalano – non sono solo istanze politiche, ma il grido d’aiuto degli abitanti della zona, preoccupati per un’incidentalità che non accenna a diminuire».

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