Bertinoro in festa per la patrona Madonna del Lago. Domani, domenica 3 maggio, fedele ad un copione secolare, il santuario settecentesco posto alle pendici del Balcone della Romagna ospiterà funzioni religiose a tutte le ore. Alla messa delle 9, animata dalle comunità cristiane di Bertinoro e di Fratta Terme, seguirà la concelebrazione eucaristica delle 11 presieduta dal vescovo monsignor Livio Corazza. Alle 12.30 c’è possibilità di partecipare al pranzo comunitario (su prenotazione) o fare pic nic nel prato circostante il santuario. Dalle 14.30 programma di animazione con giochi, momenti conviviali e spettacoli fino a sera. Alle 16.45 visita guidata alla storia del santuario e rosario animato, con messa conclusiva alle 18 celebrata dal parroco don Gabriele Pirini. Dal 1935 la Madonna del Lago di Bertinoro condivide con la Beata Vergine del Fuoco di Forlì lo status di compatrona della Diocesi: il santuario si trova in piena campagna tra Bertinoro e Forlimpopoli, con accesso diretto dalla Via Emilia. Se le prime notizie sul luogo di culto risalgono al 1181, la veste attuale è del XVIII secolo, periodo in cui il santuario ha cambiato persino l’orientamento, in origine rivolto ad oriente. L’odierna facciata risale invece al 1875. La chiesa è stata interamente restaurata a partire dal 1975, con il ripristino dell’antica muratura romanica. Nel gennaio 2010 sono stati inaugurati gli ultimi lavori di restauro, commissionati dall’allora amministratore parrocchiale, il cesenate mons. Elvezio Pagliacci, che hanno riguardato la facciata, il portone d’ingresso, la tinteggiatura interna, l’impianto elettrico e la pulitura dell’icona mariana. L’attuale parroco don Pirini sta completando anche l’adeguamento della canonica e degli edifici di servizio al santuario. La Madonna del Lago sorse in una zona paludosa, in seguito bonificata. Secondo la leggenda fu costruita in quel punto, sulla sponda di un antico lago, proprio perché le acque del bacino avrebbero salvato dalla furia iconoclasta la sacra immagine della Madonna col Bambino, tuttora conservata all’interno del tempio. Fino all’inizio del 1800, i monaci Camaldolesi ebbero il possesso della chiesa, che passò poi al clero diocesano e nel 1884 ai missionari del Preziosissimo Sangue di San Gaspare del Bufalo, che la ressero fino al 1938. Il 3 giugno 1857, il santuario godette persino della visita di papa Pio IX, l’ultimo pontefice “temporale”, durante il suo effimero viaggio nello Stato Pontificio, che sarebbe caduto di lì a poco con l’Unità d’Italia di marca Savoia.
Bertinoro in festa per la Madonna del Lago