Patente a 17 anni, monopattini con targa e multe più severe per chi supera i limiti sono solo alcune delle proposte contenute nella bozza del nuovo Codice della strada. Un testo che l’Associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale (Asaps) sta studiando, anche in vista del 13 settembre, termine entro il quale è possibile inviare osservazioni, ma avverte: «senza nuovo personale nelle forze dell’ordine, la riforma rischia di restare sulla carta».
L’Ufficio Studi Asaps ha avviato l’analisi della bozza del nuovo Codice della Strada, che entro metà ottobre approderà in Consiglio dei Ministri per l’esame preliminare, prima del passaggio in Parlamento.
Condivisione
«Apprezziamo il modo in cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha previsto la condivisione dei testi con enti e associazioni, per le osservazioni che dovranno pervenire entro metà settembre – dichiara Giordano Biserni, presidente Asaps –. Come siamo certamente favorevoli all’ammodernamento complessivo delle procedure inserite in molti articoli, rispetto agli obblighi di adeguamento a norme e direttive europee, e a nuove infrastrutture come le rotatorie o a nuovi veicoli, come i mezzi di micro mobilità elettrica non presenti nel precedente testo del 1992».
Le direttive europee
Nella bozza vengono recepite le direttive europee a cui l’Italia deve adeguarsi. Tra le novità più rilevanti, la patente a 17 anni. «Certamente questa novità va nell’alveo dei corsi extracurricolari – prosegue Asaps – che vedranno l’attività di educazione stradale nelle scuole superiori, con percorsi della durata di 15 ore e che aiuteranno i giovani all’approccio alla strada, alle regole, ai veicoli e anche a quelli di micro mobilità elettrica». Capitolo delicato quello del sorpasso a destra in autostrada sulle carreggiate a tre corsie. Una novità che andrà valutata con attenzione, anche se viene fissato un limite minimo di 100 km/h sulla corsia di sinistra, spesso occupata da veicoli troppo lenti. Novità in arrivo anche sul fronte dei veicoli abbandonati: rimozione per i mezzi fermi da anni, con revisione scaduta da oltre 120 giorni o privi di assicurazione, e per quelli lasciati su stalli a pagamento senza versare il dovuto per 60 giorni consecutivi. Nella nuova bozza c’è ampio spazio dedicato ad importi sanzionatori e tolleranze: in estrema sintesi è confermato il 5% (minimo 5 km/h) per i rilevatori di velocità, mentre per l’etilometro la tolleranza sul valore rilevato scende al 2%. «Superare i limiti vedrà una prima fascia entro i 20 km/h – prosegue Asaps – in cui per ogni chilometro superato saranno 5 gli euro da pagare oltre i 20 km/h diventeranno 10 gli euro a chilometro da versare. Sulle autostrade e superstrade fino a 15 euro per ogni chilometro di superamento del limite, tolta sempre la tolleranza del 5%». Torna reato penale la guida senza patente.
Ciclisti e pedoni
Anche le biciclette elettriche dovranno avere un contrassegno identificativo e arriva anche l’obbligo del casco per chi guida questi mezzi e per i minori di 14 anni, con sanzioni comprese tra 50 e 200 euro. Nuove regole anche per i pedoni, che durante la marcia o l’attraversamento non dovranno usare smartphone, tablet e computer portatili: consentiti solo vivavoce o auricolari che permettano comunque di percepire ciò che accade intorno. Desta invece preoccupazione la riduzione dei termini di notifica, da 90 a 30 giorni, per i verbali generati da sistemi da remoto, una scadenza difficile da rispettare per i grandi comandi delle città metropolitane. Cambia anche la ripartizione dei proventi delle multe, tema che aprirà un confronto acceso con le amministrazioni comunali: il 30% andrà all’ente da cui dipende l’organo accertatore, il 70% all’ente proprietario della strada, con finalità di sicurezza stradale che, tuttavia, vanno ben specificate. «Massima dovrà essere la razionalizzazione delle risorse strumentali e umane – ragiona Biserni –. Abbiamo poi notato una nuova attenzione agli utenti vulnerabili come i pedoni, ciclisti e motociclisti. È essenziale una serie di interventi sulla qualità delle strade, sulla segnaletica verticale, orizzontale e luminosa ancora assolutamente inadeguate in troppe arterie. Va assolutamente inasprita la lotta al falso documentale, ai veicoli che non rispondono alle norme di costruzione e certificazione, a tutte le tipologie di alterazioni del motore, targhe, luci eccetera. Oltre alle tantissime norme, che in molti casi semplificano le attività di notifica, auspichiamo che ci sia la volontà del governo di attuare un piano straordinario di assunzioni per applicare questo nuovo codice che sarà probabilmente in vigore la prossima primavera, con assegnazioni massive alla Polizia Stradale e concorsi straordinari nelle Polizie Locali per ripianare e potenziare gli organici».