Forlì, la Zangheri diventa un ospedale. “Aspettiamoci altri lutti”

FORLI’. Da ieri la casa di riposo “Pietro Zangheri” ha assunto le fattezze di un vero e proprio ospedale. Le dimensioni dell’epidemia da Coronavirus diffusasi all’interno della grande struttura residenziale del centro storico forlivese, sono diventate talmente ingenti e preoccupanti da indurre un’équipe del distretto socio-sanitario dell’Ausl, diretta dal dottor Stefano Boni, a svolgere una lunga e accurata visita ispettiva dalla quale è emersa la necessità di strutturare un padiglione della “Zangheri” per il trattamento sanitario degli ospiti contagiati con modalità analoghe a quelle di un reparto di malattie infettive.

Lo hanno reso necessario l’emergenza attuale e la volontà di evitare un ulteriore e pericolosissimo dilagare dell’infezione. Sono, infatti, almeno 80 le persone positive al Covid-19: 5 operatori della residenza, 24 ospiti della casa protetta e almeno 52 anziani autosufficienti che erano allocati nel cosiddetto pensionato. Quello da cui pare essersi propagato il virus. Come afferma il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, «la situazione è estremamente complessa, ci sono persone che già accusavano altre patologie e che ora risultano scontare compromissioni importanti dell’apparato respiratorio: ci dovremo attendere altri lutti, speriamo di contenerli il più possibile».

Una dolorosa presa d’atto, quasi fatalista. «No, tutt’altro, ma bisogna guardare in faccia alla realtà: stiamo attraversando un momento di una drammaticità che non ha precedenti» ammette il primo cittadino spiegando, poi, come si sostanzi la presa in carico da parte dell’azienda sanitaria. «Il distretto socio-sanitario ha indicato alla direzione della “Zangheri” la costituzione di un reparto Covid interno alla casa di riposo per permettere l’ottimizzazione dello stato di degenza dei pazienti e garantire una supervisione tempestiva del focolaio. Questa zona di sicurezza straordinaria, è stata dotata di ulteriori 20 posti letto fatti pervenire direttamente dal “Morgagni-Pierantoni”».

L’Ausl garantirà la supervisione di un nucleo specializzato di medici e infermieri, presenti con turni regolari e garantendo reperibilità in caso di necessità. Oggi, domani e lunedì, sarà presente un medico non appartenente all’organico dell’istituto, ma messo a disposizione esclusiva. Infine, per fornire un’assistenza continua, è stato attivato un servizio di consulenza telefonica da parte dei medici ospedalieri che si occupano del reparto Covid a favore dei medici della struttura.

Personale al quale va il pensiero del sindaco. «Sono orgoglioso dello sforzo fatto, e sollevato nel notare che ha retto in una situazione emergenziale. In tutte le strutture, nelle prime fasi dell’epidemia, i dipendenti hanno lavorato in condizioni inumane. E sono tuttora in prima linea tra mille difficoltà e con carichi inimmaginabili sulle spalle».

Vero è che sulla gestione della casa di riposo forlivese, le polemiche non sono mancate e anche ieri Cgil, Cisl e Uil hanno elencato le criticità. «Gli spazi dedicati agli ospiti positivi si stanno allestendo con estremo ritardo – scrivono -. Ci risulta inoltre che il piano Covid allestito presso il secondo piano dell’Angeletti non conterrà tutti i contagiati, ma solo una parte e che, i restanti, rimarranno alloggiati al pensionato. Devono, invece, essere gestiti tutti nei reparti Covid e non più in modo promiscuo». Insomma, non ci sarebbe stata e non ci sarebbe ancora, adeguata separazione.

Errori ne sono stati fatti? Zattini sospira. «Tutti avevamo chiesto di blindare i reparti ospitanti persone positive e il buon senso lo imponeva: mi sfugge ancora se sia stato fatto con tempestività, è questo il discrimine. Il Comune, però, non ha un ruolo gestionale diretto della “Zangheri”, bensì una partecipazione collaterale di natura purtroppo non decisionale».

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