Forlì. "Walk&Talk", passeggiate e dibattiti per scoprire la città

La politica? Un nobile intento che si compie passeggiando. Parlando di attualità, di storia, ascoltandosi, confrontandosi, socializzando. Questo è in un certo senso il pensiero di Simone Flamigni, venticinquenne forlivese, ideatore del format “Walk & Talk”, passeggiate organizzate in centro storico. Partite a Forlì circa due anni fa per rispondere al bisogno dei socializzazione, oggi il progetto è stato abbracciato da altre città come Venezia e Vicenza e con nuove prospettive di diffusione.

Simone in cosa consistono esattamente queste camminate?

«Il Walk&Talk è una passeggiata socializzante per il centro e dintorni di Forlì. Ci si incontra ogni martedì sotto la statua di Icaro alle 21 e si parte alle 21.20. Ci sono diversi tipi di passeggiate, il fine è sempre la socializzazione e la relazione con l’altro ma i tipi di serata possono essere differenti, ho ideato ad esempio dei Walk&Talk storici, d’orientamento, in forma di dibattito. La camminata ha una durata media di 1h e mezza o poco più, lunga dai 3 ai 5 km ed è rivolta ad un pubblico di 18-35 anni».

Lei stesso definisce questa attività come politica, in che senso, più precisamente?

«La politica, o almeno il senso nobile del termine, è l’ascolto delle necessità delle persone e la rielaborazione dei loro bisogni in attività concrete che possano rispondere a tali esigenze. Il Walk&Talk è esattamente questo genere di attività».

Quali sono stati gli argomenti finora toccati durante le passeggiate?

«Il Walk&Talk è un format molto adattabile a molte tematiche e può ospitare nelle passeggiate cosiddette “conoscitive” o “storiche”, associazioni, enti ed imprese. Fino ad ora, con le associazioni, abbiamo toccato i temi della lotta contro le mafie, divulgazione scientifica, cura dell’ambiente, impatto dell’architettura fascista sull’opinione pubblica».

Quali sono le finalità di “Walk & Talk”?

«Il Walk&Talk è una forte risposta al bisogno di socializzazione, infatti il principale scopo della camminata è connettere ragazzi forlivesi, fuorisede ed Erasmus e unire realtà diverse, quelle delle associazioni, delle imprese, dei lavoratori, di studenti. Ovviamente la camminata implica altri risvolti: il beneficio dell’attività motoria, la creazione di nuovi amici, l’ampliamento del network professionale, la condivisione di passioni. Alla base c’è, il desiderio di valorizzazione dell’altro e la corrispettiva relazione».

Il format forlivese di “Walk & Talk” è stato replicato a Venezia. Se lo aspettava?

«Sinceramente non mi aspettavo Venezia anche se sognavo di replicare il format in qualche altra città. È il bisogno reale di socializzazione, di creare nuove relazioni tra i ragazzi che spinge il format del Walk&Talk, questo bisogno è stato fortemente accentuato dalla pandemia e dalle restrizioni del Covid ed è presente in tutt’Italia, non di certo solo a Forlì. Dopo Venezia sarà la volta di Vicenza. Le passeggiate sono replicabili in qualsiasi città, il bisogno di incontrarsi si manifesta ovunque. Walk&Talk è un format inclusivo che accomuna persone e città diverse, facendole sentire più vicine».

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