Forlì. Università e Ausl a braccetto per fare crescere Medicina

«Consolidare la nostra presenza in Romagna in ambito medico con lo sviluppo dei nostri due corsi di laurea a Forlì e Ravenna, aumentare l’attività di ricerca e comunicare quello che facciamo anche all’esterno». Lo ha detto il rettore dell’Università di Bologna, Giovanni Molari intervenendo a una trasmissione di Teleromagna su “Medicina in Romagna e comunicazione scientifica”, insieme a Tiziana Rambelli, in rappresentanza dell’Unione giornalisti italiani scientifici (gruppo sanità).

L’approdo

«L’Università di Bologna – ha spiegato Molari – ha istituto due nuovi corsi di laurea a Ravenna e Forlì, con il supporto di Ausl, molto importanti per università e territorio. L’Ateneo crede nello sviluppo della medicina anche in territorio romagnolo. Stiamo lavorando con il direttore generale dell’Ausl, Tiziano Carradori, per rafforzare le iniziative da attivare nel 3°, 4° e 5° anno, quindi le scuole di specializzazione e i tirocini. Università e Ausl lavorano insieme per costruire un percorso indispensabile per la parte clinica, ovvero la presenza di docenti ma anche di attività assistenziali indispensabili per un corso di laurea in chirurgia e medicina».

La collaborazione

Una collaborazione tra Università di Bologna e Ausl Romagna a favore del territorio. «Sono convinto che tutto il sistema sanitario regionale – ha concluso Molari – debba lavorare a stretto contatto con l’Università integrando le competenze per crescere tutti insieme, lavorare per una migliore ricerca, un miglior sfruttamento anche delle risorse del Pnrr, per fare sistema tutti insieme. Non è più tempo di divisioni, ma di lavorare tutti insieme per fare crescere la nostra medicina universitaria su tutto il territorio romagnolo e non solo a Bologna. È un momento favorevole per l’Università in generale e in particolare per la medicina universitaria perchè le risorse che arrivano con il Pnrr saranno risorse rilevanti, ma soprattutto saranno investite in strutture durature, infrastrutture e strumentazioni».

Corso promosso

Un corso di laurea in Medicina e chirurgia promosso anche dal coordinatore Franco Stella, docente e guida della scuola di specializzazione di Chirurgia toracica. «Sta andando molto bene – spiega – stiamo finendo le lezioni, poi avremo gli esami e ad ottobre partirà il terzo anno. Il trend finora è stato quello di riempire sia primo che secondo anno. La risposta degli studenti è stata positiva: piace il campus, piacciono i laboratori, piacciono i docenti, che ricevono valutazioni dai ragazzi, piace la tipologia delle lezioni. Considerato che abbiamo iniziato due anni, in era Covid, abbiamo iscritti che arrivano da tutta Italia, è che scelgono Forlì dopo aver ottenuto ottimi punteggi alle selezioni, quindi il loro livello è alto. Quando ci rapportiamo con loro li troviamo motivati e interessati. Poi il Campus a Forlì è molto bello, a due passi dalla piazza principale, e adesso c’è l’aeroporto che favorirà gli spostamenti. Come coordinatore non posso che essere fiero del risultato e credo che la strada per il futuro sia tracciata».

Il numero degli studenti (95) per ora non si tocca. «È fissato da un rapporto tra corpo docente, crediti formativi, ore di lezione. Se 95 sembra un numero piccolo, basti pensare che fra tre anni e mezzo avremo 600 studenti di medicina a Forlì. E poi arriveranno gli universitari da Bologna delle scuole di specializzazione che sfrutteranno la rete forlivese. Secondo me è stato un cambiamento epocale. Tra Comune, direzione dell’Ausl Romagna e nuova governance dell’Università di Bologna, si è creata una collaborazione molto importante».

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