Forlì, una targa in memoria di Giorgio Zanniboni sulla sede di Romagna Acque

Il 22 dicembre del 2011, dieci anni fa, scompariva Giorgio Zanniboni. Uomo di straordinaria tenacia, amministratore convinto e deciso, fu sostenitore formidabile del progetto dell’Acquedotto della Romagna. Sotto la sua presidenza fu inaugurata la Diga di Ridracoli. Per ricordarlo adeguatamente e mantenerne viva la memoria anche in futuro, Romagna Acque – in collaborazione con il Comune di Forlìha deciso di dedicare a Zanniboni una targa commemorativa, che verrà apposta sulla parete della sede della Società in piazza Orsi Mangelli, sotto i portici.

L’iniziativa si terrà mercoledì 22 dicembre alle 10.30, alla presenza del sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, del presidente di Romagna Acque, Tonino Bernabè, e delle principali autorità cittadine.

“Il nome di Giorgio Zanniboni, scomparso dieci anni fa, è legato a due cariche di grande importanza che resse contemporaneamente: quella di presidente del Consorzio Acque per le province di Forlì e di Ravenna, e quella di sindaco di Forlì, dal 1979 al 1990 – ricorda il presidente di Romagna Acque, Tonino Bernabè -. In quegli anni Zanniboni segnò indelebilmente la storia dell’approvvigionamento idrico in Romagna, da sempre travagliata: perché fu sotto la sua guida che vennero realizzati la diga di Ridracoli e l’acquedotto della Romagna. Zanniboni era un uomo dal carattere deciso, a tratti duro, che credeva fortemente nei progetti che sposava. Senza di lui, senza la sua tenacia e le sue prese di posizione, a volte urticanti, la diga di Ridracoli, colossale se rapportata alla scala territoriale di riferimento, probabilmente non sarebbe stata realizzata, e tanto meno l’Acquedotto di Romagna che ne distribuisce, ancora oggi, l’acqua che vi viene raccolta: troppi gli interessi contrari, le opinioni vacillanti, i miliardi in ballo.

Dopo gli anni di presidenza di altri due pionieri come Icilio Missiroli e Angelo Satanassi – tutti appartenenti alla generazione definita dei “costruttori”, cui molto la generazione odierna è debitrice per la realizzazione di opere pubbliche tanto importanti per la collettività – Zanniboni raccolse il testimone in un frangente di difficoltà per il Consorzio Acque. che vedeva la costruzione della diga, iniziata da pochi anni, a serio rischio di essere abbandonata per problemi di finanziamento e di critiche ambientalistiche. Avremmo avuto l’ennesima opera incompiuta. Invece Zanniboni riuscì nell’intento di dare al sodalizio una guida dinamica ed energica, decisa a far valere le proprie ragioni e combattere fino in fondo la battaglia per la realizzazione dell’Acquedotto di Romagna. Il tutto con l’appoggio e la vigile collaborazione della Regione, fondamentale sia per i finanziamenti diretti che avrebbe elargito, sia per l’opera di pressione sul governo allo scopo di ottenere gli indispensabili fondi nazionali.

Grande fu allora la gioia nel poter inaugurare l’Acquedotto della Romagna alla presenza del presidente del Senato Giovanni Spadolini, e risolvere così l’antica e perdurante sete romagnola”.

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