Forlì, un acquedotto in Africa per dissetare 10mila persone

«L’acqua è un dono: ricambialo». Ci sono slogan che sanno racchiudere in poche parole l’essenza di un problema e di un progetto che non potrà risolverlo del tutto, ma potrà fare sgorgare quanto meno una sorgente di speranza. È la campagna di raccolta fondi promossa da Unica reti, la società proprietaria delle reti idriche e gas della provincia, in collaborazione con i 30 Comuni di Forlì-Cesena e con il Comitato per la lotta contro la fame nel mondo di Forlì e che si prefigge di contribuire alla realizzazione di un piccolo acquedotto capace di dissetare sino a 10mila persone in un Paese del continente africano.

Quale nazione e quale comunità? Ancora devono essere definite, ma stante il fabbisogno di acqua potabile in Africa, il presidente del Comitato di via Lunga, Davide Rosetti, assicura che «entro i prossimi tre mesi fisseremo un obiettivo preciso cui convogliare le risorse». Sì, perché l’idea iniziale dell’organizzazione di volontariato cui spetterà gestire i fondi e indirizzarli, era dotarne un villaggio etiope. La guerra civile divampata nel Paese ha bloccato, per ora, il progetto. Alternative, purtroppo, ce ne sono eccome perché «la mancanza di acqua potabile è il fondamento di tante situazioni di povertà estrema e dotarne gli abitanti dei villaggi è cambiare la loro vita». Il Comitato lo sa per esperienza: ogni anno contribuisce a realizzare in Africa tra i 10 e i 15 pozzi e di recente ha permesso venissero realizzati acquedotti in Madagascar, in Etiopia o cisterne per scuole in Kenya.

«L’acqua è un dono: ricambialo» ha questo fine, ma come afferma l’assessora comunale al Welfare, Rosaria Tassinari, «oltre a insegnare la necessità di restituire una parte dei nostri privilegi a chi non ne ha, ci fa capire l’importanza di non sprecare una risorsa così preziosa». A questo già dallo scorso anno, punta proprio Unica Reti, che dopo la consegna di borracce e l’installazione di erogatori d’acqua in municipi, scuole e biblioteche, ha promosso la raccolta fondi con un respiro pluriennale.

Come funziona

Come si svolgerà? «A gennaio partiamo con la campagna informativa, poi ci coordineremo coi Comuni, andremo da banche e aziende con una nostra rappresentante fresca di master in fundraising, ma non ci dimenticheremo affatto di famiglie e, in primis, studenti – precisa Stefano Bellavista, presidente di Unica Reti -. Faremo eventi nelle piazze in occasione delle giornate mondiali dell’acqua e della terra, metteremo in campo tanti volontari, doteremo le case dell’acqua e 200 erogatori scolastici di dispositivi per donare al progetto. Poi, a novembre, vedremo quanti soldi ci saranno nel salvadanaio del Comitato».

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