FORLI’. Era ubriaca quel giorno, come confermarono i test alcolemici fatti subito dopo. Ma si era messa ugualmente al volante di un’auto. Sbandò e centrò un cartello stradale che volò via colpendo in pieno Alina Marchetta e non lasciandole scampo. La vittima aveva poco meno della sua stessa età: 26 anni. Per quella tragedia ieri i legali della giovane automobilista di Castrocaro, Marco Catalano e Marco Martines, hanno presentato una istanza di patteggiamento a una pena di poco inferiore ai quattro anni di reclusione dopo l’accordo raggiunto con il pubblico ministero Claudio Santangelo. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 22 ottobre. Sarà il giudice Massimo De Paoli a decidere se accogliere la richiesta avanzata dalla difesa della donna. In un processo per omicidio stradale la pena può variare dagli otto ai dodici anni di reclusione.


Ieri in udienza è stata formalizzata la revoca della costituzione di parte civile del fidanzato di Alina, assistito dall’avvocato Flavio Moscatt, per il quale è stato definito un risarcimento. Restano invece come parti civili la madre, difesa dall’avvocato Carlotta Fabbri di Forlì, il padre e due sorelle, tutelate dall’avvocato Andrea Tiburzi di Macerata, ma anche l’Asaps, associazione sostenitori amici polizia stradale, guidata dal presidente Giordano Biserni, tutelata dagli avvocati Augusto Baldassarri e Carla Ciani.
Fu una tragedia dalla dinamica assurda. Erano le 9.30 circa del 7 aprile dello scorso anno. La 27enne di Castrocaro, che guidava una Nissan Micra, venendo da porta Schiavonia imboccò via Salinatore. All’altezza del ristorante “Sushi Ye” la giovane però perse il controllo. L’auto sbandò verso destra oltrepassando e poi collocandosi esattamente sopra l’alto cordolo che separa carreggiata e pista ciclabile. La forte velocità fece sì che quella barriera diventasse una sorta di binario lungo il quale la macchina travolse tutto: il palo della segnaletica stradale e quello della luce, precipitati addosso alla vittima. La giovane Alina Marchetta morì praticamente sul colpo. Gli esami con l’etilometro ai quali la conducente fu sottoposta dopo l’incidente evidenziarono un tasso di alcol nel sangue di 1,78 grammi per litro, ben al di sopra della soglia di 0,50 prevista dalla legge.

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