Forlì, Terapia intensiva senza ricoverati per Covid

Un sospiro di sollievo. Un segnale che la lunga battaglia non sarà vinta, ma il nemico sta cedendo. Nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale “Morgagni Pierantoni” non ci sono più ricoverati per il Covid-19. Il nemico invisibile che da ormai un anno e mezzo ha stravolto il mondo. La Direzione sanitaria ha fatto sapere che il reparto non ha più ospiti con quella patologia. I sette ricoverati per il coronavirus sono sistemati nel reparto di Malattie infettive, segno di una condizione al momento non preoccupante. Così nell’Unità guidata dal direttore Stefano Maitan l’aria che si respira è decisamente migliore. Basta sentire le voci e i racconti di chi negli ultimi 15 mesi ha dovuto fare i conti con dispositivi di protezione addosso per tutti i turni, a volte intere giornate, con la stanchezza, la sofferenza, la solitudine, la morte. «Da subito dopo metà maggio ormai non abbiamo più pazienti Covid nel nostro reparto – dice l’infermiere Alessandro Ferrini, che da 15 anni lavora nel reparto di Terapia intensiva –. Oggi è un po’ come rinascere, anche se non possiamo abbassare la guardia. Speriamo che l’arrivo dell’estate e le vaccinazioni continuino a darci una mano». Perché al di là dei freddi numeri dei resoconti di Ausl, Regione e Prefettura, ogni persona che entrava nel reparto di Terapia intensiva rappresentava una storia a sè. «La terza ondata è stata la peggiore – riprende Ferrini – perché l’età delle persone ricoverate era più bassa e perché si trattava di persone che non avevano ancora potuto fare il vaccino. Ci sono stati morti, persone che non avevano particolare altre patologie. Si sentono tante critiche, ma se il calo è così evidente, l’efficacia del vaccino è chiara. Speriamo nella massima adesione perché è l’unica arma che abbiamo contro questo virus».

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