FORLI’. Polizia di Stato ha arrestato un 27enne forlivese, poiché colto in flagranza di reato di tentata estorsione, violazione del divieto di avvicinamento alla parte offesa e ricettazione. I fatti si sono consumati mercoledì mattina, in centro, allorquando la persona offesa, madre dell’arrestato, ha chiamato il numero di emergenza 112 per segnalare la presenza del figlio che la stava minacciando affinché gli cedesse denaro per acquistare stupefacenti. Le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, immediatamente sopraggiunte, lo hanno colto in flagranza, mentre stava aspettando la madre affinché questa uscisse di casa per andare a ritirare il denaro richiesto. La vicenda è avvenuta al culmine di una pregressa attività investigativa, che è nata i primi di giungo, in concomitanza ad un intervento della Polizia presso l’abitazione dell’arrestato, poiché alcuni vicini avevano segnalato una violenta lite in corso. Quando gli agenti raggiunsero il posto, trovarono il giovane che ancora stava discutendo con la madre, ma nel frangente la donna non aveva espresso chiaramente quali fossero i motivi del litigio, pertanto gli operatori oltre a documentare quanto accertato, si limitarono a segnalare l’uomo per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, che egli aveva commesso nei confronti degli agenti intervenuti. In seguito, raccolte altre testimonianze e ottenuto un dettagliato resoconto da parte della madre, venne alla luce un quadro di continue vessazioni cui la donna era da tempo sottoposta, consistenti in minacce e percosse per la dazione di denaro che serviva al figlio per acquistare stupefacenti. Per questo motivo, il Gip Giorgio Di Giorgio, su richiesta del sostituto procuratore, Filippo Santangelo, decise di applicare all’uomo la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa, con la contestazione del reato di estorsione continuata. Inoltre, nel medesimo provvedimento era stato anche contestato il delitto di ricettazione a carico di un esercente, poiché aveva acquistato, pagandolo sottocosto, un telefono cellulare che gli era stato venduto dal giovane, ma che era di proprietà della madre alla quale era stato sottratto in una occasione che non aveva denaro da consegnare al figlio. Successivamente, nonostante l’applicazione della misura cautelare, l’uomo aveva continuato a vessare la madre, fino a quando, mercoledì mattina ha deciso di segnalare quanto stava accadendo alla Polizia, che lo ha colto in flagrante traendolo in arresto. In quella circostanza aveva con sé alcune magliette di provenienza verosimilmente illecita, che gli sono state sequestrate e che hanno comportato la denuncia anche per ricettazione. L’arresto è stato convalidato dal GIP del Tribunale, e ora l’individuo si trova in carcere.

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