Forlì, tenta truffa dello specchietto: denunciato

Un 45enne nomade di origine siciliana è stato denunciato per tentata truffa e violazione di
domicilio, nell’ambito della “truffa dello specchietto”. L’intervento della Polizia di Stato
è avvenuto qualche prima di ferragosto grazie alla prontezza della vittima, che seppur
fingendo di essere caduto nel tranello, è poi riuscito a trovare uno stratagemma per avvisare
la centrale operativa della Questura di quel che stava accadendo. La vittima riferiva che poco
prima di introdursi nel cortile di casa per parcheggiare l’auto aveva udito un rumore
metallico proveniente dal fianco della carrozzeria, così che una volta sceso per constatare
cosa fosse accaduto gli era venuto incontro un uomo che, introducendosi nello spazio
privato, lamentava di avere ricevuto una collisione a causa della quale lo specchietto della
sua auto era andato in frantumi. Per essere più convincente, il truffatore aveva anche
prodotto un segno con un pennarello, simulando una strisciata, e, naturalmente, indicava lo
specchietto del suo veicolo penzolante in basso, accusando la nostra vittima di essere causa
del danno. Il passaggio successivo, come al solito, la proposta di risarcimento diretto tra
privati, senza coinvolgere le assicurazioni, affinché non aumentasse il premio annuale per
applicazione della clausola bonus/malus. La vittima dopo avere finto di accondiscendere alla
proposta, ha invitato il soggetto a seguirlo presso la sua banca per effettuare il prelievo di
denaro. Una volta all’interno dell’istituto di credito, ha invece chiamato la Polizia. Una
volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, che era poco distante, è
intervenuta prontamente, bloccando il malvivente, che stava cercando andarsene, forse
perché aveva intuito che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Gli agenti lo hanno
quindi accompagnato in Questura, dove gli è stata notificata la denuncia penale per i reati
commessi, nonché un foglio di via con divieto di ritorno emesso dal Questore di Forlì.
Inoltre, l’auto su cui viaggiava e che era un efficace strumento per la commissione di
potenziali altre simili truffe, è stata sequestrata dalla Polizia, con successiva convalida del
Giudice delle indagini preliminari che ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo
dell’automobile, sottraendola cosa alla liberà disponibilità dell’indagato, già noto per
precedenti analoghi.

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