Forli Tank Factory e la coop digitale sul benessere

C’è chi in tempi duri rinasce, chi decide di avviare una startup. Il mondo cooperativo, pur colpito dal lungo anno di emergenza sanitaria, quando può, rilancia. Così per la cooperativa Forli Tank Factory il primo giorno di lavoro porta la data del 22 marzo 2021, in piena pandemia e in zona rossa. A questo nuovo inizio la cooperativa è arrivata dopo un lungo percorso di wbo, non privo di momenti difficili.

«Siamo una cooperativa di produzione lavoro, costruiamo serbatoi per veicoli industriali, per macchine agricole, anche per i gatti delle nevi, anche se per loro il momento non è dei migliori» racconta il presidente Roberto Paci, che al recupero di una nuova possibilità di lavoro ha sempre creduto. La Forlì Tank Factory di via Bertini è una cooperative nuova di zecca, ma di fatto nata dalla fine di una azienda già attiva a Forli. È un esempio di workers buy out, che ha completato il percorso con esito positivo.

«Oggi siamo in 7, io che mi occupo del commerciale come già facevo nella precedente realtà, il responsabile di produzione e 5 operai. Alcuni tra i 50 e i sessanta anni» spiega il presidente.

Per tutti la cooperativa è stata lo strumento per tornare nel mondo del lavoro, per alcuni in un’età dove ricollocarsi non risulta sempre facile.

La loro scommessa è partita a novembre 2019, Confcooperative li ha accompagnati nel percorso, che in gran parte è stato portato avanti tra lockdown e restrizioni, anche se il settore meccanico è tutt’ora tra quelli meno toccati dalla crisi. «La meccanica ha sempre lavorato –conferma Paci – e questo ci ha convinto a tenere duro nella decisione che avevamo preso. Da due giorni abbiamo ripreso il lavoro, nel frattempo è stato necessario anche un cambio di mentalità, oggi siamo soci lavoratori. Io mi sono iscritto a un corso di formazione per dirigenti cooperativi, proprio per capire cosa significa essere imprenditori in una cooperativa. Partiamo con la zona rossa, ma siamo ben motivati a non lasciarci scoraggiare».

Lasciamo i serbatoi del forlivese e passiamo alla piattaforma digitale sul benessere incontrando Centotrentasette, giovanissima startup di Castiglione di Ravenna. La cooperativa digitale nata a gennaio 2021 ha raccolto, grazie a un gruppo di professionisti che l’hanno pensata e costituita, numerose esigenze emerse proprio con la pandemia che nell’ultimo anno ci ha travolto la vita.

«Il progetto in realtà è partito più di un anno e mezzo fa – spiega il presidente Paolo Fois esperto di discipline olistiche – e si avvale della collaborazione di diversi esperti di medicina integrata che si rivolgono con corsi e iniziative a un pubblico interessato a percorsi di benessere e di crescita personale. Il Covid ha amplificato alcuni bisogni e oggi alla nostra piattaforma ci si rivolge per affrontare numerosi problemi legati al malessere psicofisico generato dalla situazione. La piattaforma è in questo momento indispensabile, ma la cooperativa si è strutturata per restare anche oltre il Covid».

Così sul portale www.centotrentasette.it si può incontrare l’osteopata, lo psicologo, il fisioterapia, e, in un concetto ampio di benessere che abbraccia la persona, il suo modo di vivere e l’ambiente in cui vive e lavora, anche l’architetto d’interni e l’esperto di rieducazione posturale, che assumono un ruolo fondamentale in epoca di smart working generalizzato.

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