Forlì, i sindacati contestano i dati dell’Ausl sulla Zangheri

I sindacati attaccano l’Ausl e contestano i dati relativi al personale della casa di riposo Zangheri risultato positivo al Covid. “Troviamo sconcertanti le dichiarazioni espresse sui giornali, in merito alla situazione
esistente all’interno della Zangheri – affermano Cgil, Cisl e Uil – volte a tranquillizzare la cittadinanza ed i familiari degli ospitati. In tale contesto sono stati forniti dati da contagio assolutamente non veritieri soprattutto per quanto attiene gli operatori della struttura. Ci domandiamo perché Ausl e Amministrazione comunale vogliano minimizzare i dati del contagio, come se si cercasse attraverso queste notizie filtrate di rappresentare una verità offuscata. Gli operatori contagiati sono in realtà 25 e non 4 come dichiarato dall’Ausl. I dati sono stati forniti dalla stessa Direzione dello Zangheri, e non smentiti da Ausl, durante la riunione del Distretto socio-sanitario, tenutasi il 14 aprile proprio incentrata sulla situazione preoccupante della Casa di Riposo Zangheri. I contagi tra gli operatori risultano infatti così ripartiti: 6 operatori socio sanitari presso il Pensionato, 3 operatori socio sanitari della cooperativa che supporta il lavoro del personale della casa di riposo presso il Reparto Vassura, 2 infermieri presso il Pensionato, 12 operatori socio sanitari presso il reparto Angeletti, divisi tra i diversi nuclei; 1 Responsabile attività assistenziali presso l’Angeletti; 1 operaio, risultato primo caso positivo presso la struttura. Mancano ancora i dati degli ultimi tamponi effettuati e dei test sierologici su operatori che in questo momento sono a casa in “attesa” di sapere il loro destino, per completare la situazione che risulta ancora troppo fluida sulla definizione del contagio. Questi i dati reali, che non devono e non possono essere nascosti, perché non stiamo parlando di numeri sterili come se stessimo giocando a tombola, e non possiamo neanche trincerarci sulla mancanza o meno di dati “ufficiali” e non a conoscenza della Casa di Riposo. Sono operatori con famiglie a casa, figli, mariti, mogli che svolgono il loro lavoro con amore per quei “nonni” che sentono come i loro. Troviamo come Organizzazioni sindacali assolutamente ingiustificabile il comportamento omissivo assunto dalle Amministrazioni e dall’Ausl: non è così che si tranquillizzano le famiglie e si gestisce un’emergenza. C’è bisogno, così come già più volte segnalato e denunciato pubblicamente, di incrementare il poco organico rimasto che è costretto dalle necessità a turni massacranti. Vengono fatte doppie notti senza alcun giorno di riposo, turni da 10 ore con anziani che hanno bisogno di assistenza più di prima”.

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