FORLI’. Avrebbe approfittato della sua occupazione di magazziniere alla società Club House per sottrarre diversi oggetti per un danno all’azienda di 30mila euro. A farlo scoprire, paradossalmente è stata la separazione tra la sorella e il cognato, a loro volta a processo per ricettazione, anche se assolti. Lui, invece, è stato condannato a 8 mesi per appropriazione indebita. La società infatti aveva ricevuto la lettera dal marito il quale chiedeva il valore di alcuni oggetti che avevano in casa ricevuti dal cognato, loro dipendente. Forse la vera motivazione del marito era quella di mettere a conoscenza la ditta dell’attività illecita del loro lavoratore. Anche perché durante la causa di separazione non si era mai parlato del mobilio della casa coniugale. La società Club House aveva così scoperto l’ammanco che si era verificato, a quanto pare nel corso degli anni, fino al 2016. Non oggetti di poco conto, tutt’altro: si trattava di lampade, vasi, cuscini, svuota tasche, un mobile in legno, un plaid, tutto di marche come Diamond, Fendi, Poseidon, Reims Kenzo, Swaroski.
L’indagine
La società Club House aveva provveduto quindi a sporgere denuncia e licenziato il suo dipendente infedele che aveva approfittato del suo lavoro di magazziniere per sottrarre gli oggetti. L’indagine della Procura ha chiamato in causa anche marito e moglie in via di separazione. La donna aveva scagionato il fratello dicendo che era stato il marito a portare a casa gli oggetti che erano stati trovati nella loro abitazione, grazie alla sua amicizia con l’amministratore unico della Club House. Nel dettaglio nella casa della coppia erano stati trovati una lampada da tavola Fendi Theca del valore di oltre 4.500 euro, un’altra lampada Fendi da quasi 3.500 euro, lo svuota tasche da 580 euro. Una sorta di “guerra dei Roses” in salsa forlivese: la diatriba tra moglie e marito fa ricordare, infatti, il film del 1989 tra la coppia di litiganti composta da Michael Douglas e Kathleen Turner. Per fortuna senza tragico finale, ma con un processo che è stato celebrato davanti al giudice Nunzia Castellano (pubblico ministero Alice Lusa) che vedeva imputati tutti e tre i protagonisti della vicenda.
La decisione
Il dipendente licenziato, difeso dagli avvociati Niki Guglielmi e Massimo Mambelli, doveva rispondere di appropriazione indebita aggravata, ed è stato condannato a 8 mesi di reclusione; la moglie, tutelata dall’avvocato Marco Milandri, e il marito, difeso da Marco Martines, erano accusati di ricettazione, ma sono stati assolti, così come richiesto anche dalla pubblica accusa. Uno scontro familiare, forse con ripicche di una coppia delusa che ha coinvolto anche il cognato, che ha fatto venire alla luce una indebita appropriazione da parte di un magazziniere. Una storia finita nell’aula del Tribunale di Forlì.

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