FORLI’. Il coronavirus cambia il modo di mangiare in mensa. I pasti si consumeranno forse in classe, dove saranno serviti in appositi contenitori e con ogni probabilità si preferiranno le mono porzioni. Questa una delle possibili soluzioni, in tempo di Covid, per garantire la sicurezza dei bambini nelle scuole. «Tutto è ancora al vaglio, stiamo facendo diversi incontri con Camst che è l’azienda che cura il servizio per individuare possibili soluzioni», spiega l’assessora alle politiche educative Paola Casara. Il mondo della scuola, che ufficialmente partirà il prossimo 14 settembre, deve far fronte anche alle diverse esigenze in tempi di coronavirus: quella degli spazi mesa è uno di questi. Da tenere presente, quindi, il distanziamento sociale ed evitare assembramenti. Le disposizioni sono contenute nelle linee guida del ministero dell’Istruzione per la riapertura delle scuole, più mitigate rispetto a una prima versione ma che comunque prevedono un cambiamento nella modalità di preparazione del pasto e nell’erogazione del servizio per ovvie ragioni.


«C’è da tenere presente che solitamente le scuole hanno una propria mesa in cui servire le porzioni che arrivano da fuori, ma laddove ci fosse bisogno questi spazi potrebbero essere utilizzati dagli istituti scolastici per fare lezione e ricavarne così ulteriori aule – dice Casara -. In questo caso si potrebbe pensare alla consegna del pasto in classe, magari consegnando a ciascun bambino il proprio vassoio. Nel caso in cui non vi sia necessità da parte della scuola di ricavare nuove classi e, quindi, non occupare la propria mensa, si potrebbe ragionare di far accedere gli studenti a turno e dilazionare gli ingressi nella sala pranzo. Queste sono ipotesi che vanno verificate insieme alla società che gestisce il servizio mensa per le nostre scuole».

Argomenti:

coronavirus

pranzo

scuola

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *